Non si capisce quanto consapevolmente, questo giovanissimo quartetto americano al secondo disco qualche pensiero lo dà. Ti scopri a domandarti quanto ci abbia messo - risposta: una trentina d’anni circa - certa California per infiltrare nell’antico nemico MTV il suo angoloso punk & roll. Ben venga comunque, e a prescindere da che si traffichi con materiali un tempo estremisti e oggi classici. E' l'evoluzione del gusto e occorre farsene una ragione. Allo stesso modo non c'è da stupirsi se quattro giovinastri di Nashville trovano in Avengers (virati orrorificamente in Zombie Graveyard Party) e X (What’s Your Damage; il gioiellino Becky riverbera gli anni ’50 in scia ad Adult Books) la propria linfa vitale (ma i coretti di Blummer Time sanno paradossalmente di working class londinese…).
Paragoni impegnativi, ne conveniamo, sebbene inevitabili nei confronti di chi indossa con sfrontata disinvoltura il proprio bagaglio d’influenze. Prendeteli allora come blocchi di partenza, da spolverare con uno stile piuttosto personale che emerge con gli ascolti e si somma allo smarrito cinismo odierno. Quel sentore che ti convince a non considerare Be Your Own Pet una pantomima, semmai un gruppo che sta facendo solo ciò che gli aggrada senza starci tanto a ponderare sopra. Le teorie e i sofismi li lasciano agli europei, loro, alle nostalgie per il '77 che graffiava davvero e oggi scorre come acqua fresca.
A noi, insomma, prima scettici e poi convinti a sufficienza e oltre dall’irruenza figlia dell'hardcore (Blow Yr Mind; Food Fight;) o riottosa (Creepy Crawl: un aggiornamento della mitica Nausea; lo schiacciasassi Bitches Leave). Capace addirittura di immaginarsi raffinatezze come gli Smiths a braccetto coi Social Distortion del capolavoro You’re A Waste o i centrotrentacinque secondi di filastrocca adrenalinica ed echi Pixies Heart Throb. Poco più di mezz’ora a rotta di collo inaugurata dal riff stoniano fuori dai binari di Black Hole e chiusa dalla sarabanda roventemente festaiola The Beast Within, adatta a chi trova gli Yeah Yeah Yeah sopra le righe e fin troppe buone maniere in giro. Un catalogo di deragliamenti che mai scade in caciara tanto è ben controllato e altro bel colpo dopo l’esordio da parte di una formazione cui manca un nonnulla per centrare il bersaglio definitivo: la stoffa c’è e l’età pure. Nuovo? Punk! Americano.
(7.0/10)
Scheda: Be Your Own Pet
Pubblicazione: 23 Aprile 2008
File under: punk and roll
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