Batti il ferro finché è caldo. Solo un paio di mesi dopo aver pubblicato l’acclamato (quasi da chiunque) disco di debutto, Cryptograms i Deerhunter si ripresentano con un EP di quattro canzoni, giusto per mantenere l’attenzione desta e non smuovere i riflettori da loro. Un modo ottimo per passare la primavera in attesa che arrivi l’estate dei festival. Questo EP getta anche una luce chiarificatrice sul primo disco, i cui fumi ambient appaiono sempre più artefatti e a corredo. Quello che interessa principalmente alla band di Bradford Cox è scalciare a colpi di chitarra e batteria il corpo della canzone rock, in uno stile indie che si colloca amabilmente a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Posso capire che il basso suonato a quella maniera faccia venire in mente subito Joy Division e New Order e che il piglio melodico da anthem generazionale suggerisca un facile aggancio agli U2, ma a me questi Deerhunter paiono sempre più sulla scia dei primi Ride. Ascoltate la prima traccia, quella che dà il titolo a tutto l’EP. Un piccolo capolavoro di costruzione in crescendo con Cox a salmodiare “Patiently, patiently, patiently, patiently”, prima del maesltrom chitarristico e la voce eterea ad elevarsi sopra il disastro. Scrittura sempre più fine e ruffiana. Prevedo un futuro radioso per i ragazzi.
(6.8/10)
Scheda: Deerhunter
Pubblicazione: 10 Maggio 2007
File under: shoegaze pop
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