Recensione
Love's Miracle Quio
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Post Hardcore Revival Voti redazione e staff

Quio

Love's Miracle

Ipecac Recordings

Ok. Scordatevi i Jesus Lizard. E non sto scherzando perché se qui ci sono due ragazzi che avrebbero venduto la madre per avere David Yow come frontman, l’album è un caotico calderone di pruderie grunge, hard rock e spasm rock in perfetto stile Touch And Go condite con scampoli di stralunatezze floydiane. Un attimo. Miracolo. Un misconosciuto duo – i Qui, diminutivo di Queer o Queen - con un album ancor più ignoto fuori dal 2003 (Baby Kisses) c’hanno Yow in formazione. Proprio lui. Quello pazzo più di qualsiasi iguana. L’omaccio schifoso. Lo sputa escrementi psicopatico. La bestia che salta letteralmente addosso ai fan. Il pervertito che se alla terza canzone ha ancora le mutande se le toglie (sempre).

Quello della compianta band che nel 1999 chiuse i battenti dopo una lenta calata d’ispirazione, colui che lo scorso anno riformava gli Scatch Acid per una tournée americana. Ebbene, dopo otto anni di rendita (e di alcool) e guest starring (tra le comparsate invetiabili i Melvins)… Lui è tornato in un gruppo. Di ragazzi. Ok. Ma in gamba. Dunque dove sta la sfiga? Love’s Miracle regala tutta la miglior visceralità del frontman ma è anche un album 2+1 nel quale il gruppo originario, fan sfegatato del blues schizzato Jesus Lizard e dell’hard rock dei Melvins, delle batterie pestone dei Big Black e della psichedelia pinkfloyidiana, si cimenta in una manciata di brani dalle strutture piuttosto labili, cantandone metà e lasciando l’altra mezza ai deliri del frontmen. Formalmente il canovaccio è facile e potente: altalena di possenti riff blues-hard e meditabonde partiture in accompagnamento, pistoni, sciabole e pause psicopatiche (come folk-psych), eppure, arrivati alla final track, via Willie The Pimp di Zappa (niente di meno che Echoes dei Pink Floyd) non si può che domandarci cosa sia successo veramente.

Certo, lo spasmo di Yow non si dimentica, e bastano Today, Gestation e la ancor più psicopatica Gash per capire quanto il leader sia in forma, ma che dire delle strofe post-grunge o pinkfloyd style tout court di New Orleans e A#1? Che c’entrano con un brano come Freeze che sembra paro paro una cover dei Jesus Lizard? E Belt che ne ripropone lo spasmodico canovaccio tra rasoiate, controtempi, ralenti e refrain vetroresina? Le energie ci sono ma andrebbero ulteriormente veicolate. Come è vero che par di sentire due gruppi diversi. Per il momento un (6.5/10) alla fragranza (che c’è non v’è dubbio) e un (7.5/10) a Yow. Un mito. Anche se è andato a dire ai giornalisti che i Qui gli hanno insegnato a cantare. Non c’è santo che tenga. Fortuna nostra, non cambierà mai.

(6.5/10)

Scheda: Quio

Pubblicazione: 01 Settembre 2007

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2007)

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