Recensione
Tiger, My Friend Psapp
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Indie Art Pop Voti redazione e staff

Psapp

Tiger, My Friend

Domino

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Originariamente dato alle stampe dall’intraprendente Leaf Records, torna oggi disponibile dopo qualche anno di latitanza Tiger, My Friend, album d’esordio degli Psapp, per l’occasione dotato di una nuova copertina vagamente più intrigante dell’originale. Cambio che è anche l’unica differenza tra la ristampa e l’originale, in quanto i responsabili della Domino non hanno in questo caso voluto aggiungere nessun tipo di bonus track, demo version oppure remix che solitamente abbondano in operazioni del genere.

Decisione per una volta saggia, che dà la possibilità di concentrarsi senza distrazioni di sorta sull’opera prima di questa formazione, già in passato da noi descritta come l’ipotetico anello di congiunzione tra il pop rétro degli Stereolab e quello più progressista di casa Morr Music. L’estetica gioiosa e giocattolosa che poi diventerà il tratto distintivo del successivo (e migliore) The Only Thing I Ever Wanted, è già tutta spiegata tra i solchi di queste dieci canzoni, sospese tra tentazioni ipno-lounge di scuola Pram (Rear Moth) micropop elettroacustico (Leaving In Coffins), melodie sopraffine (Calm Down) ed inaspettate divagazioni easy jazz (The Counter), tutte cose già allora ampiamente scoperte, ma che si facevano e si fanno apprezzare per una limpidità ed una qualità di scrittura decisamente sopra la media.

(6.8/10)

Scheda: Psapp

Pubblicazione: 01 Novembre 2007

File under: Indie Art Pop

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Stefano Renzi
Stefano Renzi (Album 2007)

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