Pole è uno di quei teorici dell’electro-dub che stanno ai margini, che elaborano possibilità e nuove strade. Quest’anno ci ha consegnato un album in divenire, una cosa che meritava l’ascolto, ma che non raggiungeva il livello cui ci aveva abituati con le sue produzioni precedenti. Troppa mente e poca anima, per dirla in breve. Dopo pochi mesi ci ritroviamo per le mani questa raccolta di remix che è la naturale destinazione delle idee accennate con Steingartner.
Pulitissimo il trattamento di Shackleton (vengono in mente le serate sul divano di Tosca), un po’ più movimentato il ripensamento di Peverelist (a stretto contatto con Photek per i suoni al limite del bass che fa vibrare tutto), su territori chill-bhangra-step la visione da ballo di Ghislain Poirier come pure quella del divo Deadbeat (una delle tracce migliori del set), deep-trance sensuale per Gudrun Gut e l’incursione finale a Detroit nel remix di Düsseldorf (questo possibile inno su molti dancefloor).
Anime diverse, teste che ripensano e che rielaborano il dub. Come tanto tempo fa, oggi scopriamo che il genere è il remix, che il bello sta proprio qui, nel rimescolamento infinito delle forme musicali. Un degno (e forse superiore) compagno dell’album omonimo. Consigliato alle electoheadz. Dub spaziale per tutti.
(7.1/10)
Scheda: Pole
Pubblicazione: 01 Dicembre 2007
File under: Elettronica, Dub
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