I Sister Dew sono un quartetto marchigiano di cui abbiamo già parlato un po' di tempo fa (We Are Demo giugno 2006) recensendo L'intangibile voglia, lavoro risalente al 2005. All'epoca i ragazzi non avevano le idee chiare circa la ragione sociale, visto che venivano da un periodo in cui si facevano spacciare per Sofia, ma dal punto di vista musicale erano già a posto. Il qui presente Non c'è niente di male alza ulteriormente la posta, forse anche in virtù dell'ultimo arrivato in formazione, il “quinto elemento” Stefano Procaccini, chitarrista. Fatto sta che il suono sembra allargarsi, svincola la vena melodica ribadita dai synth, si smarca dalla filiazione dEUS e Afterhours per compiersi in un rock forte e accorato. Belli i testi e ben cantati, tesi come un Filippo Gatti corroborato Gang e Marlene Kuntz, capaci di dare vita a trepidazioni adulte (vedi la pulsante Finzioni, ballata noise di tutto rispetto), ciò che non esclude momenti più “sofisticati”, come il soul spiegazzato e languido di So Fly, o manifestazioni di franchezza disarmante fino all'ingenuità (Attenti). Finché, con L'ossessione, azzardano pure la carta del plausibile singolo, in un crescendo di tiepide iridescenze che incendiano una semplicità Perturbazione. C'è un'ultima cosa da dire: bravi.
(7.2/10)
Scheda: Sister Dew
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