Recensione
Katodivaihe / Cathodephase Pan Sonic
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Elettronica, contemporanea Voti redazione e staff

Pan Sonic

Katodivaihe / Cathodephase

Blast First Petite

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Potremmo intervistare  Mika e Ilpo anche fra dieci anni e avremmo sempre le medesime risposte: “we just play music”, dove quel “just” equivale a dire che i due suoneranno sempre - e unicamente – per mezzo di apparecchiature analogiche assemblate da un amico di “famiglia”; non utilizzeranno synth o sample digitali salvo in rari casi (e se fosse per Mika, mai); infine non cambieranno mai l’oscillatore video (anch’esso analogico), tanto meno registreranno diversamente se non dal vivo su DAT (senza overdubs chiaramente). Punto.

Dunque potrebbero queste teste binarie (che odiano i bit) trovarsi bene in un contesto anche lontanamente contingente? Certamente no, infatti dopo essersi autoesiliati (!) dalla Blast First gestita dalla Mute (passata sotto il controllo EMI), i due si sono trasferiti nella più agile Blastfirst (Petite) con la quale usciranno anche le prossime (due) uscite a firma Pan Sonic. Stoicismo e immobilità? Sì (come no), Katodivaihe è un lavoro che affronta in maniera maggiormente diretta il dub, poi il funk e persino l’(hard) rock, e se questo già non è poco (per loro), troviamo pure l’ospite: la giovane islandese Hildur Gudnadottir al violoncello (già nel duo Angel a firma Schneider Tm e Ilpo Vaisanen) ad aggiungere al sound un tocco cameristico (e gothic) in brani come Virta (immaginate un incrocio 4AD e Autechre), oppure una mimesi tra pittura astratta e digitale (pardon, analogica) in Hyonteisista, oppure semplicemente un sibilo cosmico (molto Karlheinz Stockhausen e Sun Ra) in Suhteellinen. Conoscendoli, dove c’è addizione c’è pure valenza opposta, dunque piece avanguardiste - solitamente lasciate alla sterminata geografia dei titoli solisti - come Kertsilogia (suoni nel vuoto, echi, piccoli glitch e silenzi direttamente dal catalogo Vainio), oppure lancinanti improvvisazioni da motosega (la citata Suhteellinendalla discografia Angel-Vaisanen).

Naturalmente non possono mancare le track figlie tanto di Kesto quanto di Kulma(Laptevinmeri, Kuumuudessa Muodostuva), con almeno due momenti d’alta classe: il riff sotto forma di esplosione acquatica di Lahetys (alzare il volume please) e le basi Throbbing Gristle / Suicide di Virta 2. Giusto sotto, i giochi di quest’ultime nel bitume subatomico del basso (e attitudine metal) di Koneistaja, o nei glitch insettoidi di Hyonteisista (tra pause e effetti).

Che dire, un album variegato e dispersivo, dove è senz’altro la parte industrial a far da caparra (anche i micro suoni glitch insettoidi sono interessanti) e nel quale non mancano neanche i difetti: la Gudnadottir non sempre perfettamente inserita, e soprattutto alcuni aspri momenti impro che odorano di autoreferenzialità, anzi di prevedibile impermeabilità (ascoltate anche il recentissimo lavoro di Mika Vainio, Revitty, Wavetrap, aprile 2007 per farvene un’idea).

Un monolite in transito. Quello di Odissea Nello Spazio però. Mica ma…

(7.0/10)

Scheda: Pan Sonic

Pubblicazione: 01 Maggio 2007

File under: Elettronica, contemporanea

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2007)

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