A ben sette anni di distanza dalle session che portarono alla realizzazione del granitico e fiammeggiante Endless (Mute, luglio 1998), arriva nei negozi la restante tranche della fruttuosa collaborazione tra i Pan Sonic e il frontman dei Suicide, Alan Vega. Il motivo di tanto ritardo è dovuto esclusivamente a problemi dei finnici con l'etichetta Mute, e conclusi gli impegni legali con la pubblicazione del quadruplo Kesto, l'album esce in tutta freschezza per la viennese Mego.
Freschezza si fa per dire… sorta di gemello deforme, nascosto e poi abbandonato, Resurrection River, è una raccolta decisamente virata sul downtempo che scruta il vuoto con il vuoto, quando Endless faceva lo stesso ma avvalendosi del white noise.
E con il newyorchese a ansimare e contorcersi come ai tempi delle installazioni sonore pre Suicide (presenti nella ristampa dell'album The Second Album a nome The First Rehearsal Tapes, Blast First / Mute 1999) - non c'è santo che tenga - è come trovarsi nel vicolo più desolato della Grande Mela, cento leghe sotto i giochi machisti dei guerrieri della notte, affogati, piuttosto, nei torbidi incubi eroinomani del cineasta Abel Ferrara.
Dal versante puramente sonico, pur nella prevedibilità di mezzi (di cui i Nostri vanno fierissimi), le trame - salvo le più accessibili come Resurrection River - sono caratterizzate da brulichii minimali e ritmiche dark-ghetto e industrial, manti radioattivi e olezzi di morte, come accade (tra scansioni ritmiche da Trans Europe Express, riverberi vocali e sirene di automobili della polizia) in Chrome Z-Fingers 2003, oppure nelle uterine iridescenze di Black Crucifix, e nei rilasci narcotici di So Tired, i brani più rabbrividenti e affascinanti. Da altre parti non mancano le fughe da New York (I Got Wheels, I Got Nails), i voyerismi cinici (It's Violence) e neppure quei tocchi d'autoironia (il Suicide in stile cantante dei Residents, il duo folgorato dal gospel nella fantastica 11:52 pm; i giochi onomatopeici di Sellin' My Monkeys) che al mesmerico cantante non mancano mai e lo tengono in vita …pure da morto!
Le tre V puntate non hanno rivali. Il loro è l'industrial del nuovo millennio e, a dire il vero, l'unica resurrezione possibile del genere.
Pure industrial leather.
(7.0/10)
Scheda: Mika Vainio, Ilpo Väisänen, Alan Vega
Pubblicazione: 02 Luglio 2005
File under: Storia del noise pop
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