Recensione
Heated: Live in Japan Jana Winderen
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field recordings Voti redazione e staff

Jana Winderen

Heated: Live in Japan

Touch Music UK

Prende in prestito strumentazione alla scienza e materiale al paesaggio, l'arte subacquea dell'artista Jana Winderen, abbattendo quei confini sempre più labili tra bioacustica e sperimentazione sonora.

Heated - in uscita per la Touch - è il resoconto di una performance tenutasi a Tokyo nell'ottobre del 2008, due soli lasciti per la Winderen, a breve distanza dall'esordio in 7" di Surface Runoff (Autofact 2009), nonostante, sia alla luce già da tempo la sua preziosa calligrafia sonora, ricordiamo le collaborazioni con Chris Watson e CM Von Hausswollf o in Heima dei Sigur Ros.

D'incredibile potenza sonora, Heated prende forma da mondi sommersi: le fonti acustiche sono state catturate attraverso un sofisticato sistema di hydrophones dall'oceano che circonda Norvegia, Groenlandia e l'Islanda e, in un secondo momento, i campioni ottenuti trattati come elementi d'orchestrazione. L'aggiunta di texture granulari, riverberi in soundscape e brontolii in drones vanno infine a recuperarne un'identità di superficie giocandosi così la differenza dalle sorgenti naturali del Lopez o dalle affinità in ambient del BJ NIlsen.

Tralasciamo naturalmente l'intro in giapponese di Yasunaga Tetsudo a cui ancora non troviamo un senso, i ventisei minuti in mutevole fluidità di Heated, hanno la capacità di aderire al corpo ed alla mente attraverso stimoli sensoriali in cui l'ascoltatore non può fare altro che rimanerne al centro lasciandosi piacevolmente meragliare.

(7.3/10)

Scheda: Jana Winderen

Pubblicazione: 06 Giugno 2009

File under: field recordings

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