La Sera Della Prima
Cover image
Genere

fantascienza

Durata

126\\\\\\\

Sceneggiatura

Alex Kurtzman, Roberto Orci

Cast

Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Simon Pegg, Winona Ryder, Zoe Saldana, Karl Urban, John Cho, Bruce Greenwood, Ben Cross, Anton Yelchin, Leonard Nimoy

Musica

Michael Giacchino

Fotografia

Dan Mindel

Montaggio

Maryann Brandon, Mary Jo Markey

Data

21 Maggio 2009

Uscita Film

Maggio 2009

trailer

Star Trek

J.J. Abrams (USA, 2009)

Rivitalizzare una saga piuttosto in calo come Star Trek, riuscendo nello stesso tempo a non scontentare i fan storici non era certamente un’impresa facile.

Ci si è cimentato il prodigio della TV americana J.J. Abrams, uno che negli ultimi anni insieme al suo team autoriale (in questa occasione gli sceneggiatori Orci e Kurtzman) ha ribaltato la centralità della narrazione della serialità televisiva, trasponendola poi anche al cinema. L’isola di Lost ne è l’esempio più famoso, ma in precedenza ci sono stati Alias e Felicity e nell’ultimo anno Fringe. Sul grande schermo la ripresa di Mission Impossibile (III, 2006) e poi Cloverfield (2008, con il socio Matt Reeves), senza contare le numerose sceneggiature a suo carico. Insomma un curriculum già piuttosto nutrito il suo.

L’undicesimo episodio cinematografico di Star Trek è in realtà un prequel, una reinvenzione dei primi anni del capitano Kirk (Chris Pine) e del suo alter ego Spock (Zachary Quinto, già visto come Sylar, il supercattivo della serie Heroes), non ancora entrati quindi a far parte della nave spaziale Enterprise. Usando l’espediente di una realtà alternativa e del viaggio nel tempo, Abrams rivolge la sua attenzione narrativa alla vendetta del romuliano Nero nei confronti di Spock, e dal futuro che ben si conosce della serie, ci si sposta verso il passato degli anni giovanili dei due protagonisti. Coerentemente con le sue tematiche, ritroviamo così i leit motiv ben noti, vale a dire il viaggio tra presente passato e futuro ma anche i rapporti tra i personaggi, in particolare tra genitori e figli e uno spiccato sense of humor. E’ palese quindi che il fantasy di Abrams è più vicino allo stile di George Lucas e Steven Spielberg piuttosto che a quello del creatore della saga originaria Gene Roddenberry; l’ironia che vi è trasfusa è infatti moderna e antifilosofica (non alla Kubrick, per intendersi), ma piuttosto alla Zemeckis, uno al quale il Nostro è vicino, anche rispetto alle avventure spazio-temporali.

Umanizzando i personaggi e rendendo meno algida la realtà di Star Trek, Abrams si avvicina al cult Guerre Stellari, fondendo il ritmo e il divertimento di quest’ultimo con la freddezza della serie originale. Anche se rispetto a Star Wars qui è presente una visione più ottimistica e meno angosciante della realtà e il senso della cooperazione tra razze e culture diverse (quest’ultimo aspetto derivato dalla serie originale, ma qui trattato con minore efficacia). Il film ha un ritmo accelerato, una profusione di effetti speciali, e sono ben evidenti gli aspetti umani dei personaggi, il microcosmo a confronto con il macrocosmo e con l’epicità della serie tutta. Scopriamo allora le ragioni morali che muovono i protagonisti, le loro scelte interiori, le loro perdite e peculiarità dal punto di vista umano (la morte del padre, mai conosciuto, per l’irruento Kirk e il senso di vuoto conseguente, il rapporto con la madre terrestre per il razionale vulcaniano Spock), ma anche e soprattutto il loro percorso di crescita e la nascita, da una rivalità iniziale, di un’amicizia tra i due.

In ultima analisi quindi ciò che interessa al regista resta sempre il fattore umano e le tensioni interiori. Un altro dei temi portanti della pellicola è infatti l’annoso conflitto tra ragione e passione, sentimenti che poi finiscono per completarsi e integrarsi proprio in Kirk e Spock. Un non fan della serie storica, per sua stessa ammissione, Abrams sembra allora guardare più a miti come Superman e The Twilight Zone, che hanno esplorato le zone di confine e le inquietudini sia dei cosiddetti supereroi che degli ordinary men.

Il film funziona bene per opera di un ben riuscito lavoro di gruppo e a un buon cast, anche da un punto di vista tecnico. Da segnalare il cameo di Leonard Nimoy, lo Spock originale in un incontro illuminante e divertito, frutto delle realtà parallele, con il suo omonimo giovane.

copertina pdf #88