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Not Given Lightly - A Tribute To The Giant Golden Book Of New Zealands Alternative Music Scene AA. VV.
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Indie pop Voti redazione e staff

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Not Given Lightly - A Tribute To The Giant Golden Book Of New Zealands Alternative Music Scene

Morr Music

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Un curioso tributo questo doppio cd della Morr: a leggere il titolo nella versione breve i destinatari sembrerebbero i VU (i quali c'entrano ma fino a un certo punto), in realtà l'etichetta berlinese nel secondo disco celebra se stessa con 16 tracce inedite dei suoi gruppi, mentre nel primo attraverso più o meno le stesse bands omaggia la scena indie neozelandese degli anni '80.

Detto così sembra più di una stranezza, ma in realtà l'oggetto del tributo annovera tra i fan nomi quali Sonic Youth (a proposito di VU...), Pavement e Yo La Tengo; e soprattutto le canzoni meritavano questa riscoperta. Quella che dà il titolo al disco partiva proprio da un verso di Venus In Furs ed era opera di quel Chris Knox che dai newyorchesi prendeva il gusto per il dimesso (come dimostra il fatto che la sua discografia sia stata realizzata praticamente tutta in casa). Fatta di un giro di do, una tastierina, una chitarra macinata come su una spiaggia e la voglia di scrivere un pezzo romantico, Not Given Lightly è diventata la cosa più vicina ad una hit del suo intero canzoniere e qui è affidata a Fleischmann, che merita l'onore della title track più per la delicatezza della resa che per il fatto di essere al momento il nome maggiormente noto dell'etichetta.

Tra l'apertura dei Lali Puna in buona vena e la chiusura affidata a Aldebaran Waltz sempre di Fleischmann, il disco si dipana lungo i suoi 34 brani senza che nel passaggio tra le covers neozelandesi e le novità si registrino grosse scosse (e nemmeno tra gli inevitabili alti e bassi di un disco di questa lunghezza), sia perché quei vecchi brani sono stati ricondotti al suono dell'etichetta sia perché quest'ultimo deve qualcosa a quella scena semidimenticata, come dimostrano l'omaggio e il modo in cui è stato realizzato.

Poi certo, il suono generalmente "morr-bido" in qualche modo tradisce la grezzaggine lo-fi e DIY di buona parte dei gruppi dell'epoca. Ma è tradimento fino a un certo punto: la fedeltà sta nell'aver riscoperto queste piccole gemme del rock sotterraneo, e dopo averle dissotterrate lustrarle un po' è normale.

(7.0/10)

Scheda: AA. VV.

Pubblicazione: 07 Giugno 2009

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Giulio Pasquali

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