Recensione
Bravado Ölvis
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Elettronica Voti redazione e staff

Ölvis

Bravado

Resonant

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Un paio d’anni fa ci aveva catturato di Blue Sound il calor bianco delle sue cosmiche distese, e in generale la grana sonica tra i Pink Floyd di Dark Side of The Moon e la sua rilettura da parte degli AIR di The Virgin Suicides. Ci affascinava inoltre, la lounge da sole a mezzanotte, il canto appena abbozzato e le vocalitŕ che sapevano di foreste, religioni animiste e magia. In Bravado, l’islandese Orlygur Thor Orlygsson ritorna apportando alcune modifiche al format ed elaborando maggiormente i testi. Il baricentro non si sposta di molto, ma č quanto basta per portare il sound dalle parti del dark inglese fine Ottanta, o meglio a una sua sublimazione dream-pop, con il canto a assumere i connotati del crooning ŕ la David Silvyan o David Gilmour (in trance).

Sulle finiture, non č da poco il bel lavoro sulla batteria, incisa meglio e soprattutto piů in evidenza rispetto al precedente lavoro. In questo modo, il sound mette radici aggiungendo verticalitŕ a una distesa di sintetizzatori scafata ma non proprio inventiva.

Partendo dalle premesse citate (ma anche dai Labradford) e da certo shoegaze (purificato), Bravado rappresenta l’approdo a un ossimoro gotico-angelico ma non č lontano dalla deriva che quelle stesse sonoritŕ subirono a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta. Non dimentichiamo che per Orlygsson č il terzo disco.

(6.2/10)

Scheda: Ölvis

Pubblicazione: 01 Febbraio 2007

File under: Elettronica

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2007)

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