Tra Capossela e Cesare Basile, una banda di paese e gli Avion Travel, gli Insula Dulcamara stupiscono per freschezza e carattere. La mia vita su piccoli aereiè un esperimento musicale dalla forte personalità, costruito su trame che sanno di jazz e folk, “cabaret” e blues, melodia e avanspettacolo, ma soprattutto musica d'autore. Musica che nello specifico assume i connotati di un girovagare stordito ma piacevole tra valzer (Il capro) e slide guitar (Filomena), parabole alla Tom Waits (Ucci Ucci) e rumorismi (Eterna Primavera), in un tripudio di pianoforte, chitarra elettrica, batteria, basso e fisarmonica. Il tutto condito da un'ironia dissacrante, che nei testi talvolta surreali (Mi pesano gli occhi / li strapperò / ti lascio in dono / le loro borse / piene, pesanti e fuori corso), talvolta amari (Piccionaia gravida di sguardi e linguacce / sotto le stelle a pungitopo / sotto i cappucci griffati / hanno nasi più grandi del proprio cervello) e talaltra senza senso (sposto la luna per voi / e appeso vi passo la notte / il mondo è a puà ci gioco a Twister), trova una naturale valvola di sfogo. A chiudere il cerchio una copertina che è un dipinto, splendida nella sua semplicità e così vicina a certe immagini del Buzzati illustratore
(8.0/10)
Scheda: Insula Dulcamara
Pubblicazione: 01 Novembre 2007
File under: rock autoriale
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