Recensione
Self Titled Non Voglio Che Clara
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Pop Voti redazione e staff

Non Voglio Che Clara

Self Titled

Aiuola

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Avevamo lasciato Clara lì, all’Hotel Tivoli, giusto un anno e mezzo fa. E in quelle stanze, polverose di paure e (mancanze di) amore, andò in scena un piccolo melodramma esistenziale di una bellezza disarmante. Perché disarmante era il modo con cui il solito, vecchio argomento della canzonetta tricolore – cuoreamoredolore – venne trattato da quei sette brani: rovistare tra le scorie di storie mai nate o, peggio, finite male, sublimando così ciò che è potenzialmente penoso in qualcosa di autenticamente e dolorosamente vero. Questi erano i Non Voglio Che Clara targati 2004. Una passione malcelata per Tenco e Paoli, Bacharach e Spector, Sanremo e la sua gloriosa – e ormai decaduta – storia. Come dire, un gruppo da sbattere in faccia a chi considera l’Italia ancora appartenente di diritto al Terzo Mondo del Pop.

E questi sono i Non Voglio Che Clara del 2006. Con gli stessi mezzi di ieri, lo stesso immenso bagaglio di emozioni, suoni e malinconie da condividere con chi non ha paura di esternare i propri più intimi pensieri in una lingua – l’italiano – che non fa mai sconti, neanche di fronte al talento. Curioso, a tal proposito, che il nuovo lavoro della band esca a poche settimane dal più famoso Festival canoro nazionale. Quasi uno schiaffo dato al Cattivo Gusto di un Paese che si rispecchia senza vergogna nell’immobilismo culturale rappresentato, in questo caso, dalla Musica Televisiva.

Via, quindi. Ad ascoltare Syria e la sua voce rotta per l’emozione in Sottile (quasi un vestito che le è stato cucito addosso con la precisione e l’eleganza di uno stilista rinomato). A struggerci ancora una volta con il pathos di Ogni Giorno Di Più, che prosegue idealmente le atmosfere drammatiche di Le Paure (il pezzo più commovente del disco precedente). A cullare i delicati ritornelli jazzati di Un Giorno Come Questo, un elenco implacabile di incapacità, desideri e pessimismi. E a viaggiare infine a fianco di Cary Grant, per quella che è una delle più belle pagine scritte dalla musica italiana negli ultimi anni, una roba che meriterebbe altri – ed alti – numeri.

Il ritorno dei Non Voglio Che Clara si muove allora tra le stesse sensazioni provate in passato. Con una differenza non di poco conto: se prima il metro di giudizio poteva essere alterato dal sospetto di trovarsi di fronte a qualcosa d’irripetibile – per lo meno con quell’intensità – adesso non ci sono più scuse che tengano. Arrivata alla prova del nove, la band dimostra di avere la testa lucida e le dita agili. Ma soprattutto dimostra di avere cuore. E talento.

(7.5/10)

Pubblicazione: 01 Febbraio 2006

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Manfredi Lamartina
Manfredi Lamartina (Album 2006)

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