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Una disperata vitalità Giovanni A. Sechi
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Giovanni A. Sechi

Una disperata vitalità

L'avevamo incontrato qualche tempo fa Giovanni A. Sechi, quando ci capitò tra le mani il suo primo EP Canzoni in Distruzione. Già allora ne lodammo l'impegno e l'ingegno, racchiusi in una formula piano-voce che citava Marco Parente nell'estetica generale ma nel contempo lasciava trasparire una concezione artistica affascinata dai percorsi liberi e dalle evoluzioni ininterrotte. Il nuovo Una disperata vitalitànon tradisce le attese, alzando anzi ulteriormente il tiro, se è vero che questa volta l'autore decide di interpretare – perché di interpretazione si tratta e non semplice lettura – testi poetici classici (Pasolini, Kavafis, Garcia Lorca, Penna, Saba) vestendoli di rumori, nenie, note di pianoforte, beat ossessivi, slanci vocali à la Demetrio Stratos. Ne nasce un quadro decadente, dai toni quasi drammatici, al centro del quale navigano parole che si allungano, si stirano, diventano un sussurro, uno sfondo, uno scatto d'ira, una melodia, un fardello dal peso insostenibile, uno scenario sonoro e visivo. Rendendo l'opera complessa e di non facile catalogazione, ma confermando allo stesso tempo le notevoli capacità espressive di un artista a tutto tondo, da tenere sotto stretta sorveglianza.

(7.4/10)

Pubblicazione: 01 Novembre 2007

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (We Are Demo 2007)

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