Recensione
The Blackened Air Nina Nastasia
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Folk Voti redazione e staff

Nina Nastasia

The Blackened Air

Touch & Go / Quarterstick Records

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Anche in The Blackened Air continua ad avere un che di Lisa Germano il contralto di Nina Nastasia. Ma poi c'è molto di più tra le pieghe del suo folk da camera, arrangiato a metà tra il quartetto d'archi e la musica da paese (fisarmonica, violoncello, violino, chitarra, sega e sezione ritimica). è una galleria di impressioni emotive strutturate come un concept album, le une sfuggenti ed impalpabili, le altre improvvisamente illuminanti come epifanie joyciane. La loro sequenza va a tratteggiare i contorni di un Bildungsroman al femminile e anche in questo concepire il disco come sviluppo interiore della donna c'è la traccia innegabile della Germano.

In The Blackened Air non si arriva alle vette degli spietati capolavori di quest'ultima, eppure rimane il valore delle canzoni, che si sciolgono una dopo l'altra attraverso i sogni, le realtà e le disillusioni della vita di coppia (ma bisogna leggere gli splendidi testi per cogliere l'evolversi della vicenda). C'è il fantasma di Leonard Cohen nella scrittura delle prime due composizioni, Run All You... e I Go With Him. L'umore della musica è però leggermente mutevole lungo tutto il disco, senza mai snaturarne la personalità. Si passa così con naturalezza dal motivo arioso di This Is What It Is all'incedere funereo di Oh My Stars, doppiato da un violino lamentoso, dalla melodia classicamente folk di All For You al falsetto alla Grant Lee Phlips di So Little. Altrove fa invece capolino la Sheryl Crow più intima (Rosemary), o la Rebecca Moore più drammatica (Ugly Face), e sarebbe curioso sapere se le due si conoscano o frequentino in quel di New York.

(6.5/10)

Scheda: Nina Nastasia

Pubblicazione: 01 Settembre 2002

File under: Folk

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Lorenzo Casaccia

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