Recensione
n Takahiro Kawaguchi
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field recording Voti redazione e staff

Takahiro Kawaguchi

n

Hidari Music

Pur legato, per scelta d'autenticità sonora e morbidezza di struttura, ai lasciti più sottili delle collaborazioni in sette elementi di Septet (Meenna 2007), ancora una volta, Takahiro Kawaguchi lavora con frammenti d'identità manifestandoli al silenzio in n, un lavoro tutt’altro che all’acqua di rose.

A disporre lo spazio questa volta ci pensano il ticchetti di un certo numero di timer da cucina il cui ritmo dalla regolarità perfetta è lasciato libero d’agire sul tempo e con più o meno casualità d'interazione.

Non c’è altro. Proprio così. E come è accaduto ai suoni lasciati intatti e agli oggetti decontestualizzati di Steve Roden efferati con poesia d'ascolto o ai procedimenti "d'ecologia sonora" di un Lopez, il tutto ritorna alle placente del minimalismo d'autore mentre la questione, da qui in poi, non è solo di consapevolezza in “catturato”. Infatti, proprio come altre leve assimilabili, Kawaguchi, valicati i confini del convenzionale, poggia la mano sui concetti di plastico e sul senso dello spazio tutto attorno. S’approda una la sinfonia in field recoding che apre e riapre dibattiti in texture fatti di primitive sonorità. Niente male.

(6.9/10)

Pubblicazione: 03 Giugno 2009

File under: field recording

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Sara Bracco
Sara Bracco (Album 2009)

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