Recensione
Mice Parade Mice Parade
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post, indie, etno Voti redazione e staff

Mice Parade

Mice Parade

Fat Cat

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Con Mice Parade scopriamo che quella iniziata con l’insuperato Obrigado Saudade era una trilogia. Un percorso conclusosi in queste canzoni per chitarre, tastiere timide e la consueta saudade contornata da un paesaggio dalle sfumature e dai profumi impeccabili, tra i quali spiccano un rinnovato drumming (post-hardcore spezzato in alcuni brani), della shoegaze marittima e soprattutto un avvicinamento all’indie americano (quello di Lou Barlow ma anche pizzichi di Touch & Go).

Del sound abbiamo già detto in passato, tuttavia è l’affiatamento degli amici/ospiti più o meno stazionari (Scharin, Dylan Cristy del Dylan Group, Jay Israelson dei Lansing-Dreiden e Dan Lippel) e quel caratteristico sound trans-etnico - innestato nel cuore del post-rock - la maggiore conquista nel percorso di Adam Pierce. La sua creatura Mice Parade suona vieppiù originale e piccole grandi variazioni, album dopo album, ne hanno arricchito e trasformato la formula. Troviamo una scrittura à la Sebadoh clorofillati in un brano come The Last Ten Homes, le chitarre sgraziate elettrificate a contrappeso delle acustiche in Sneaky Red, oppure ancora le percussioni spagnoleggianti di Double Dolphins On The Nickel. Ciliegina sulla torta (salata), le ospiti femminili: un’asciutta Laetitia Sadier degli Stereolab (al controcanto in Tales Of Las Negras) e la consueta Kristin Valtysdottir dei Múm (molto bambola prosciugata che continua a non piacermi) nella lenta e spettrale Double Dolphins On The Nickel.

Altro bell’aspetto è questa timidezza fatta di raffinatissimi arrangiamenti, tutta studiata eppure umile e naturale, dolce ma con un vento a soffiare sotto e sopra. È come se Pierce ti invitasse nella sua vacanza esistenziale poco per volta, così facendo allontana i turisti e i curiosi dell’ultima tendenza (e fa bene), eppure un appunto in calce non va omesso: Mice Parade avrebbe potuto esserlo, ma non è un disco da playlist annuale. Forse è mancato un po’ di coraggio nel songwriting e un po’ di decisione nell’arrangiamento. Pazienza, è una questione di scelte artistiche che non spetterebbe a noi liquidare con un voto. Se dobbiamo però

(6.7/10)

Scheda: Mice Parade

Pubblicazione: 01 Luglio 2007

File under: post, indie, etno

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2007)

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