Recensione
Some Minor Crimes Merci Miss Monroe
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Indie Rock Pop Voti redazione e staff

Merci Miss Monroe

Some Minor Crimes

Ghost Records

Essere competitivi, in Italia come in Europa. Addentrarsi in zone che vedono gli americani maestri assoluti (e gli inglesi loro degni allievi) ed uscirne a testa alta. Dimostrare che il Belpaese è lì, pronto a raccogliere l’eredità di quell’indie pop che mai come in questi anni sta spostando il proprio baricentro creativo dai college statunitensi ai licei e alle università italiane. Con tutto ciò che ne consegue. Italia terra promessa dell’indie? Manca ancora tanto – locali, pubblico (che cresce, comunque, e parecchio), attenzione dai media, faccia tosta – ma l’andatura intrapresa ha passo sostenuto, e i Merci Miss Monroe sono tra quelli che guidano la marcia ed animano le nostre speranze.

Some Minor Crimes è il secondo lavoro della band targata Ghost Records. Ed è un ritorno che avviene dopo tre anni dall’esordio, un album che ha raccolto riscontri lusinghieri un po’ ovunque. Merito di una vena creativa che prendeva spunto in parti uguali dai Pixies e dai Blur, dall’America dei telefilm adolescenziali alla Londra ultracool benedetta da NME. Ed anche in questo cd si sente la stessa urgenza e freschezza compositiva. Il trittico di partenza è di quelli che ti lascia senza fiato, per compiutezza e maturità raggiunta. Gang Of Blondes è un punk’n’roll che corre a perdifiato tra ritornelli corali e strofe orecchiabili. Soap Opera scala di marcia ma mantiene le promesse fatte dal pezzo iniziale. St. Valentine Day Massacre è una ballata che vive di atmosfere ovattate e malinconiche, pur irrobustite da croccanti chitarre elettriche prese in prestito dai Pavement.

C’è da dire, per la verità, che l’album forse soffre l’eccessiva lunghezza della scaletta. Perché se il livello qualitativo resta solido, a volte però c’è qualche leggera caduta di tono: è il caso, ad esempio, della banalità indie rock di Permanent For Awhile e del walzer un po’ scontato di Loser Afraid, che sembrano dei riempitivi rispetto ai momenti migliori che questo disco è in grado di regalare. Ma alla fine si tratta di piccoli rallentamenti che non pesano più di tanto sull’andatura sostenuta e convincente dei Monroe. E se la musica indipendente italiana di oggi può confrontarsi con le più importanti produzioni estere è anche un po’ merito loro.

(6.5/10)

Pubblicazione: 01 Marzo 2007

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