Recensione
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Genere

IDM-step

Data di uscita

Aprile 2009

Pubblicazione

12 Maggio 2009

Moth / Wolf Cub

Four Tet / Burial

Text Records

Due mondi che collidono e collassano. Il ritorno dei padri di due estetiche che ritenevamo opposte, ma che con questo vinile sono lì che si corteggiano e che in fondo in fondo pescano dalla stessa matrice. L'IDM dei Four Tet e il dubstep alieno di Burial. Due entità che hanno fondato un suono e che non hanno mai fatto parte di scuole. Perché ad ogni uscita erano indifferenti a quello che stava attorno. Due masticatori di stili.

E allora bastano venti minuti per riconfermare la linea che il dubstep sta prendendo. L'avvicinarsi alla contaminazione IDM e alle compilation della Warp prima maniera ci viene proposta ormai da mesi. Ma è questo split che suggella l'attimo e lo rende eterno. Moth parte con un pad che è Boards Of Canada. E dopo poco arriva il basso di Burial. Quello che conosciamo, quello non troppo acido, con quegli echi dark che sono il suo marchio di fabbrica. Irresistibile il crescendo in estasi progressiva verso accenni di voci angeliche, cose nordiche e synth che pulsano un quattro onirico. La farfalla notturna vola verso la luce. Tutto in 9 minuti da brivido. Il lato B poi.

La folgorazione Four Tet per il minimalismo di Music for 18 Musicians. L'omaggio a Steve Reich innestato con i trattamenti post-goa. Sì, perché qui c'è tutto quel chilling-out che ritorna scomposto e decostruito per noi robot. Wolf Cub è il cucciolo che deve ancora crescere. L'animale che diventerà lupo ci fa ballare il cervello con delle staffilate di basso oblique che stanno lì in tutta la loro solidità, mescolandosi con quelle voci dosate al punto giusto, quelle percussioncine che ti cullano. Balliamo con i lupi.

(7.5/10)

Marco Braggion

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