Recensione
A Cork Tale Wake Chris Bathgate
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songwriting Voti redazione e staff

Chris Bathgate

A Cork Tale Wake

Tangled Up

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Songwriter arrivato con questo album alla pubblicazione con una vera e propria etichetta (dopo svariate produzioni casalinghe e passaparola internettiano), Chris Bathgate da Ann Arbor, Michigan, continua a incarnare - ebbene sì, ancora una volta - il classico prototipo del folk singer.

Con più di uno sguardo alla letteratura e poesia, dal viaggio alla mitologia americana e all’interiorità (i soliti Steinbeck, Carson Mcullers, Robert Frost, Emily Dickinson) e con referenti musicali ben solidi (Leadbelly, Lou Reed,Jeff Tweedy per citarne alcuni, dal suo myspace), Chris perpetua così l’idea romantica dello storyteller, quello che parte confezionando artigianalmente le canzoni per essere infine messo sotto contratto da una label locale, e da qui passare a una distribuzione più ampia. Quel che è infatti successo a questo A Cork Tale Wake, che arriva da noi dopo la pubblicazione in patria dell’anno scorso. Disco ombroso e intimista - ma con qualche apertura in più questa volta- che gode finalmente di una produzione accurata dopo il fai da te dei lavori precedenti: immediamente, più che i nomi già fatti, viene richiamato alla mente il compianto Elliott Smith nella scrittura e nel mood (si veda l’opener Serpentine, limpida ed evocativa ballad per piano), ma anche il Will Oldham più dolente misto Jeff Tweedy (The Last Parade On Anne St.), le misture stratificate alla Sufjan Stevens (Every Wall You Own), il piglio rock folk (Smiles Like A First) e la verve di uno come Micah P. Hinson. Con in più un lato chamber folk (un violoncello, violini e fiati che irrompono sia pur discretamente in alcuni pezzi) che non guasta, anzi. E una certa propensione al “gotico” nelle liriche (and serpents they covered me/when I screamed out/I screamed out) e a una quieta rassegnazione, in cui si intravede comunque una certa speranza in fondo al tunnel.

Non manca quindi la personalità a Chris e l’abilità di reinventare un genere dandogli vigore, avendo da aggiungervi un carattere dolceamaro e la capacità non banale di scrivere bozzetti impressionisti con alcuni tocchi. Che non è poco.

(7.1/10)

Scheda: Chris Bathgate

Pubblicazione: 07 Marzo 2008

File under: songwriting

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