Recensione spot
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Genere

rock cantautoriale

Data di uscita

Aprile 2008

Pubblicazione

11 Aprile 2008

Cesare Basile

Storia di Caino

Urtovox

Reduce invincibile da una sconfitta inappellabile: ecco quel che sembra il Cesare Basile anno 2008, sesto album da solista e una scrittura che ha smesso di credere all'accumulazione di segni, materiali e volumi, alla necessità di sfondare grazie all'impeto di un rock graffiante, minaccioso. Così, malgrado la squadra di musicisti più o meno "eccellenti" (idealmente capeggiati dal producer John Parish), malgrado il corredo di chitarre, violini, percussioni, armonica, pianoforte, harmonium, didjeridoo, cori e quant'altro, è un disco che suona scarno, essenziale, trovando in questo utilizzo parsimonioso degli ingredienti la chiave di una straordinaria intensità. Al servizio di testi infarciti di rimandi biblici, riflessi neri di una contemporaneità malata, incapace di tenersi assieme perché impegnata in una perenne rimozione di sé, della corruzione che la invade come una metastasi vorace.

Le dodici - apostolicamente - tracce si muovono quindi in un laconico lirismo prossimo all'ultimo De André, cui il reading asciutto di Basile ammicca spesso, si tratti di uno spurgo impetuoso e scorticato (la nevrastenia Nick Cave di Canto dell'osso) o d'una scheletrica trepidazione (i Calexico radenti e inaciditi di Gli agnelli). Mai così "italiano", il Basile, ferma restando la radice americana, che lo porta a stemperare Fossati e Howe Gelb nella splendida sequela di morbide sentenze de All'uncino di un sogno, a dissanguare Lanegan in A tutte ho chiesto meraviglia, a ciondolare legnoso come un Waits marionetta in 19 marzo. Un solo pezzo in inglese, What Else Have I To Spur Me In To Love, oltretutto affidato alla voce di Robert Fisher dei Willard Grant Conspiracy, al solito pastoso/ombroso come un nipotino dolciastro di Cash.

L'essenza del disco e del Basile anno 2008 si trova da qualche parte tra l'asciutta veemenza della title track, l'indolenzita pietas di Sul mondo e sulle luci e una Maria degli ammalati che è proprio quella preghiera con l'anima nella polvere cui il titolo fa pensare.

(7.5/10)

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)