Ricordo chiaramente che su uno dei primi numeri di un diffusissimo magazine musicale cartaceo “alternativo” italiano, un giornalista tra i più quotati della redazione battezzò un singolo dei Ladybug Transistor dichiarando che “sul futuro di questi sarebbe stato pronto a scommetterci la casa.” Quindici anni più tardi, la scommessa dell’intrepido giornalista non può altro che dichiarasi persa e non tanto perché i Ladybug Transistor nel corso degli anni non abbiano pubblicato album di ottimo livello, ma per il semplice fatto che la parabola artistica della band capitanata da Gary Olson è sempre rimasta ancorata alle strette maglie dell’underground rock a stelle e strisce.
Un gruppo minore, di culto direbbe qualcuno, come i Mountain Goats oppure i Portastatic, band con le quali i Ladybug Transistor condividono una naturale attitudine alla bella e limpida scrittura pop cui non fanno difetto neanche le dodici tracce di questo nuovo Can’t Wait Another Day, sospese tra Neil Young (Always On The Telephone) e Belle & Sebastian (I’m Not Mad Enough), Tom Petty (This Old Chase) ed U2 (For No Other) impreziosite dalla sorpresa finale di una California Stopover che suona come una improbabile versione country acustica dell’abusatissima Bohemien Like You dei The Dandy Warhols. L’ennesimo centro di una piccola/grande band.
(6.5/10)
Scheda: The Ladybug Transistor
Pubblicazione: 01 Luglio 2007
File under: Pop
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