Recensione
Good Night For A Fight Kech
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Indie Pop Voti redazione e staff

Kech

Good Night For A Fight

Black Candy

Col terzo album il quintetto monzese fa all'incirca quel che ci si attendeva, anzi qualcosa in più. C'era da attendersi che crescessero, e infatti i dieci pezzi in scaletta dimostrano maggiore cura dei dettagli, la consapevolezza di limiti e mezzi, il desiderio di ritagliare forme indie-pop che indichino con chiarezza gli amori sonori della band, per combinarli e utilizzarli come cosa propria, almeno per i quaranta minuti scarsi che corrono tra il riff stoniano di Tidoung e la soffice malinconia di Things.

Gli amori sonori: il lo-fi nelle varie declinazioni – impasti d'impertinenza e malumore (First Time), di furia e disincanto (Venice) -, l'agra verve dei Pixies (la title track), additivi power-pop per febbrili scorribande wave vagamente X (The Coup), il tutto naturalmente ben mischiato l'uno nell'altro e reso effervescente dall'empatia naturale di questi ragazzi, capaci di sciorinare vividi arrangiamenti (azzeccatissima la tromba in Please Don't Say No), di sfornare hook validi e neanche troppo ruffiani praticamente in ogni pezzo. Senza contare la voce duttile e maliosa di Giovanna, che averla o non averla fa una gran bella differenza.

Poi c'è il “qualcosa in più”, nello specifico di Get Away, uno di quei pezzi che da soli valgono un paio di gradini sulla scala verso l'eccellenza, con le strofe che si aggirano circospette tra reminiscenze sixties e il ritornello che si slancia in una trepida evoluzione come potrebbe una Kate Bush in fregola shoegaze, quindi il finale che spalma pathos anni ottanta per la migliore dissolvenza auspicabile. Tu chiamala, se vuoi, maturità.

(7.1/10)

Scheda: Kech

Pubblicazione: 01 Febbraio 2007

File under: Indie Pop

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2007)

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