Eccoci al cosiddetto "sophomore album" per l'entità Heavy Trash, guidata in questo selvaggio sbaraglio da Mr. Jon Spencer e Matt Verta-Ray (leader degli altrimenti cupi Speedball Baby). Per l'occasione vengono reclutati i canadesi Sadies (tra le cui file militò l'amatissima Neko Case) quale backing-band di lusso, ed ecco confezionato un altro disco da party psicotico, rituale feticista per inveterati nostalgici del country-blues elettrificato con tutto quel che significò, ha significato negli anni, e significa oggi. Come per l'omonimo debutto, il suono si cuce addosso la fragranza feroce delle ribalde incisioni fifties, lo stesso gioco a farci una manfrina che per goderne devi volerci stare, requisito necessario e indispensabile.
Devi essere disposto cioè a sentirti sfilare accanto i fantasmi dei Cochran, dei Diddley, dei Valens, di Elvis che squaderna il prima e il dopo negli studi della Sun Records, avendo cura di accettarne la natura di effetti speciali geneticamente modificati. Per poi sbattertene allegramente. Eppoi via di soul-beat come potrebbero gli Animals in fregola Motown (Outside Chance), killeraggi r'n'r sul corpo esanime di Blue Suede Shoes (Kissy Baby), sfacciate copule tra Summertime Blues e La Bamba (Crazy Pritty Baby), roboanti turgori The Who tra grugniti acidi quasi-Parliament (Double Line), rockabilly stradaiolo come avrebbe potuto un Johnny Rotten autoparodistico (I Want Oblivion), e via discorrendo.
Non esiste però falso che non tradisca vizi, crepe ed eventuali virtù della propria epoca. Ecco quindi i pigolii di tastiera e le percussioni sghembe in coda all'Elvis gorgogliante di Pure Gold, ed ecco il ciondolare ebbro, fosco e vetroso di una You Can't Win che sbalestra il mood tra squittii elettronici e reverse psych. Ma davvero nulla di che, solo un'immagine che tremola, uno spiffero sulla pellicola. Il film può ricominciare, e tu puoi scegliere se farti un altro giro o - finalmente - occuparti della signorina che ti siede accanto, bramosa, nell'ombra.
(6.2/10)
Scheda: Heavy Trash
Pubblicazione: 01 Ottobre 2007
File under: Garage Presley
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