Recensione
August Giuseppe Ielasi
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ambient/microsuoni Voti redazione e staff

Giuseppe Ielasi

August

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Quando è solo davanti a macchine e strumenti, Giuseppe Ielasi non è unicamente lo sperimentatore audace e raffinato che continuiamo a riconoscere nelle frequenti collaborazioni che lo vedono coinvolto; è, piuttosto - ce ne siamo accorti già con l’eponimo lavoro del 2006 –, il brillante arrangiatore di disparate fonti sonore, rumori e microsuoni, recrudescenze ambient e guizzi orchestrali, sprazzi di acuto lirismo e sussulti di infinita desolazione che si alternano in strutturate microsuite dagli infiniti dettagli.

August è la naturale prosecuzione del discorso intrapreso nel suo predecessore: cinque nuovi brani senza titolo, lunghi in media sette minuti, curati sin nel minimo particolare; minacciosamente rigorosi, nella loro dinamica, eppure capaci di ferire l’ascoltatore nel contesto di una vera e propria guerra di sfiancamento, psicologica ed emotiva.

Generano attesa, per poi disilluderla (il primo brano), rasserenano con stasi di frequenze o meditazioni pianistiche, dopo il levarsi di un crescendo ansiogeno, finiscono per inabissarsi in un mare di mestizia senza fondo (il secondo brano).La formula è ormai collaudata e Ielasi un maestro nell’accostare stati d’animo, nell’evocare paesaggi e visioni: discrete trame di timidi glitches si alternano - in una dialettica che è ormai quasi prolettica - ad aperture di maestosi drones dall’ampio respiro sinfonico (la seconda e la terza traccia).

Più spesso simile all’ultimo Murcof, dunque, che a quegli improvvisatori radicali a cui si è abituati ad accostare il suo nome; ma sempre più simile a se stesso, al Giuseppe Ielasi che, da solo, non è unicamente lo sperimentatore audace e raffinato che abbiamo imparato ad apprezzare.

(7.5/10)

Scheda: Giuseppe Ielasi

Pubblicazione: 01 Agosto 2007

File under: ambient/microsuoni

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