Avviandosi per una cinematica in b/w, e differentemente dal recente lavoro con Sir DSS (Impromptu, giugno 2007) il secondo lavoro di Michael Gallagher esplora il lato più intimista delle produzioni Godspeed You! Black Emperor ancorandole una narrativa melanconica per arpeggi alla elettrica e a un tappeto di noise-dronato à la O’Malley in sourronding perimetrale.
Ancora una volta, è la desolazione (e lo scenario del dopo, inteso come “il momento successivo a un fatto terminale”) il tema dell’album il cui titolo tradotto suona doppiamente emblematico sia per un probabie riferimento letterario, sia come metafora dei propri contenuti. Quel pesante, infatti, si riferisce al black (riff) come al white (noise) estremi lasciati a valle quando l’ampli di Gallagher pare collocarsi sul picco di una montagna.
Evitando facili citazionismi, il chitarrista degli Isis si concentra nella descrizione d’umori, sensazioni, reminiscenze e ricordi, tutti lontani dalla memoria e dall’angoscia viva (che è poi ponderatamente sonorizzata mediante gli estremi di cui sopra). Il mondo è finito e le tracce sembrano differenti take di altrettanti titoli di coda con la camera a ruotare attorno alle salme dei protagonisti.
Un discreto e ispirato lavoro di retroguardia.
(6.7/10)
Scheda: M.G.R.
Pubblicazione: 01 Novembre 2007
File under: avant-rock/white (noise)
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