Dopo essersi esibiti a destra e a manca finendo tra le line up dei maggiori festival estivi inglesi (e facendo la gioia di vecchi e nuovi poghisti), gli stoici Ikara Colt si ripresentano all’appuntamento discografico sulla lunga distanza con Alex Newport (At The Drive-In, Icarus Line) in cabina di regia. Annunciato dai singoli Wake In The City e Wanna be that way, Modern Apprentice si compone di 10 tracce, scritte durante le passate tournée e limate per bene in sede di missaggio, che presentano un sound più compiuto e accorto rispetto agli esordi.
L’iniziale Wanna be that way è il classico brano apripista, energico e fruibile, possente tanto nei riff puliti à la Judas Priest (!) della strofa, quanto in quelli distorti del ritornello e culminante nel climax vocale della ripetizione del titolo. A seguire, una commerciale Wake in the city limita al minimo la distorsione, a favore di un veloce giro di basso su cui si stagliano alcuni puntellati accordi di chitarra; uno sbocco insperato al sound wave che il gruppo cercava fin dall’Ep Basic Istructions.
Il resto dell’album non farà altro che confermare o regredire da queste ipotesi: da una parte il ripetere le intuizioni di quel singolo del 2002 (il fashion dark side di Modern feeling, How's the world gonna take you, Waste round, Day draws him), e dall’altra la proposta del solito menù di efferatezze, tra colate di distorsioni e piccole pause costituite da assoli minimi (Jackpot, I'm with stupid, Rewind, Repro/roadshow/nightmare, Automatic) per rendere più detonante la ricaduta. E su tutto, la palese riproposizione di sonorità Sonic Youth e Pixies (emulati spudoratamente soprattutto dalla voce).
Sebbene quest’album si giovi di una produzione più accurata che ne ha esaltato le dinamiche e messo (all’occorrenza) ordine nel caos, gli Ikara Colt sono una band che desidera ardentemente sparire nel giro di pochi anni. E d’altronde, se non vado errato, questo è proprio quello che hanno dichiarato loro stessi in un’intervista (!). Segno dei tempi: se prima si urlava “voglio morire prima di diventare vecchio” o “è meglio divampare che dissolversi lentamente”, ora più pragmaticamente si preferisce affermare in tono compunto che “è meglio fare una manciata di brani e poi sparire”. Emblematico che i ragazzi abbiano tutti una laurea in mano da spendere in caso di necessità (e come dar loro torto?).
(6.0/10)
Scheda: Ikara Colt
Pubblicazione: 01 Giugno 2004
File under: Wave
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