Recensione
Precipitate EP Interpol
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Indie goth wave Voti redazione e staff

Interpol

Precipitate EP

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Tra la mail di una donna che chiede soccorso, una richiesta di spionaggio e una denuncia di furto, gli Interpol registrano nel 2000 il loro primo demo. Sicuri dei propri mezzi, i quattro puntano dritto alla prestigiosa Matador (contattandone il co-presidente Gerard Cosloy), ma purtroppo la fortuna, le congiunzioni astrali o semplicemente i tempi non sono ancora maturi. La risposta è perentoria: per il momento non c'è spazio per gli Interpol nel mercato discografico indipendente.

Questo EP di quattro tracce è di per sé un discreto biglietto da visita del quartetto, mettendone già in luce le credenziali; tuttavia le pecche non sono di certo assenti, a causa in primis una produzione poco esperta e di alcune ingenuità in fase di arrangiamento. Il gruppo è alla ricerca di un suono, e si sente: mancano ancora le dinamiche nei brani, le chitarre sono decisamente soft e il risultato è decisamente piatto, se confrontato con le uscite successive. Nonostante ciò, le coordinate sono fissate e gli Interpol hanno già un’identità ben precisa: il drumming spesso è spiccatamente new wave, gli intrecci armonici di basso e chitarra sono ben saldi, la scrittura di Kessler è sicura e la voce di Banks, seppure ancora incerta, richiama sin d’ora i modelli cui verrà accostata in futuro.

Non mancano quindi momenti interessanti come Precipitate, ballata caracollante tra i Velvet Underground e i Pixies più quieti (facile immaginare come, con una maggiore spinta, avrebbe potuto essere un ottimo momento dell’esordio sulla lunga distanza) e A Time To Be So Small, (che vedrà fasti migliori ben quattro anni dopo in Antics), forte di una buona struttura ma prodotta in modo caotico, tra un piano che fa capolino nel finale, voce filtrata e disturbanti gorgoglii di parlato in sottofondo; in senso opposto, Song Seven (di lì a poco inclusa nella compilation Clooney Tunes dalla Fierce Panda Records) manca dell’epicità necessaria per sbocciare, mentre una ancora acerba PDA (acronimo di “public display of affection”, l’ultimo tentativo di salvare una relazione nella consapevolezza della futilità di quest’atto), finisce per essere la summa di tutti i pregi e i difetti degli esordienti Interpol.
Il gruppo ha bisogno di tempo, e ne è cosciente; intanto, i primi semi sono stati gettati.

(6.0/10)

Scheda: Interpol

Pubblicazione: 01 Gennaio 2004

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2000)

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