Recensione
Kill Them With Kindness Headlights
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Pop Voti redazione e staff

Headlights

Kill Them With Kindness

Polyvinyl Records

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Kill Them With Kindness è il disco di debutto del trio dell’Illinois e come opera prima colpisce positivamente, vista la qualità e la rifinitura. Molti passi lontano dal lo-fi- old indie di certe altre buone band della Polyvinyl (occhio ai Someone Still Loves You Boris Yeltsin, appena firmati), l’asse di posizionamento degli Headlights slitta sul pop sinfonico: al più classico dei set di strumentazione si aggiunge ora un piano che spesso e volentieri fa da protagonista, ora uno xilofono in sordina, ora un synth in punta di piedi, una distorsione multipla, una fisarmonica. Degli archi, persino. Ogni voce non-umana del coro si aggrega e aderisce a quella preponderante della tastierista Erin Fein, 23 anni - che ricorda un po’ Amy Millan (i cui Stars hanno più di qualcosa in comune con gli Headlights) e un po’ Eleanor Friedberger in formato zolletta di zucchero – o di Tristan Wright, che, con lo slancio spettrale di un Jason Lytle, arricchisce il collage sulla spudoratamente “grandaddyesca” Signs Point to Yes (but outlook not so good) o di Lullabies, scandita da un piano vagamente vaudeville.

Non esattamente sorprendenti, ma senz’altro costruite egregiamente, le canzoni degli Headlights declinano in maniera sottile ma rilevante un verbo pop che si resta ad ascoltare volentieri, vedi Put Us Back Together Right, la bella Owl Eyes e la altrettanto interessante Hi-Ya!. E se nel complesso l’emozione viene sorpassata a destra dall’attenzione formale, a Kill Them With Kindness non si può negare il marchio di qualità.

(7.3/10)

Scheda: Headlights

Pubblicazione: 01 Agosto 2006

File under: Pop

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Marina Pierri
Marina Pierri (Album 2006)

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