Recensione
Proof Of Youth The Go! Team
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Dance Pop Voti redazione e staff

The Go! Team

Proof Of Youth

Sub Pop

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I Go! Team sono una macchina da guerra; sono una fottuta party-band. Ed ecco pronto quindi il secondo capitolo della loro storia musicale che si appresta a confermare quanto di buono veniva fornito dal precedente eccellente debutto. Con un piccolo problema di fondo però: se andate in cerca di un disco divertente e divertito che ti piazza una potenziale hit di tanto in tanto così quasi senza pensarci allora amerete questo album, ma se cercate sostanza, una piccola e maggiore dose di sperimentazione, una maggiore attenzione e tensione strumentistica che non vada aldilà dello sbattere il piede per terra e farsi trascinare al ballo beh allora rimarrete delusi e non poco…

Si perché qui le tastierine viaggiano a mille con motivetti poco più che puerili, le batterie sono gioviali, gli handclapping praticamente costanti e il cantato di Ninja Mc è quanto di più vicino ad un richiamo naturale al dancefloor. Ma finisce qui. L’inizio Grip Like A Vice è un calcio nei denti, un rigurgito per tastiere e beats contundenti, un primo chiaro segnale di ciò che ci attenderà; Doing It Right è la prima esaltazione della pista da ballo, l’orgia estatica che chiama se stessa alla celebrazione, un motivetto molto colonna sonora da b-movie anni 70 che sembra la versione festaiola dell’innocenza che ben conosciamo nei Belle And Sebastian. Titanic Vandalism è la perfetta b-side di Grip Like A Vice mentre Fake ID è il contraltare perfetto della vecchia Huddle Formation, chitarre in distorsione Sonic Youth, basso in pompa e un cantato da singalong durante un ballo spensierato. Keys To The City è l’altro apice del disco, condito com’è di baldanza dancefloor, un groove spaccaculi e trombe atmosferiche, mentre The Wrath Of Marcie tenta di ripercorrere invano i solchi di Ladyflash e I Never Needed It Now So Much è un’altra citazione questa volta pedissequa dei Belle And Sebastiandi The Model. E poi qualche altro numero festaiolo abbastanza innocuo come Universal Speech e Flashlight Fight per chiudere con una deliziosa strumentale orchestrale e caciarona Patricia’s Moving Picture.

Si ritorna al punto analizzato sopra ossia che dipende da ciò che si va cercando in questo disco; evidentemente al sestetto riesce bene una cosa e hanno pensato bene di spingere di nuovo in quella direzione, ma se per un album il gioco ci sta (a maggior ragione se è un debutto semi-folgorante) un secondo episodio quasi ricalcato stona e da fastidio. Ergo…

(5.8/10)

Scheda: The Go! Team

Pubblicazione: 01 Settembre 2007

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Alessandro Grassi
Alessandro Grassi (Album 2007)

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