Recensione
Dither Fog
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Indie Voti redazione e staff

Fog

Dither

Lex Records

Arrivato al quarto album finalmente Andrew Broder smette di fare le cose da solo e di sporcarsi le mani in ambito avant hip-hop e assembla una band vera e propria.
Lo diciamo subito, il problema di Ditherer è la troppa carne al fuoco, l’aver plasmato un caleidoscopio che non riesce ad amalgamare al suo interno personalità così eccentriche e diverse fra loro. C’è di tutto: le devianze progressive in stile King Crimson di I Have Been Wronged, la baldanza kraut-post rock di What Gives? (che nella voce rimanda a Thom Yorke), il post-punk posticcio alla Fall di Inflatable Ape Pt.3, la lamentosità retro-glam della terribile Hallelujah Daddy, la cavalcata indie rock in-yr-face di The Last I Knew Of You e le derive wave strampalate della chicca iniziale che è We Will Have Vanished, con una coda degna del capolavoro Elephant Eyelash che risponde alla ragione sociale di quel genietto di Why?. Tutti brani non oltre i 4 minuti. Fa eccezione la sola ballad On The Gallows, timidamente Radiohead quanto basta se non fosse per qualche tendenza al feedback e alla confusione veramente fuori luogo.

Un disco che non è disprezzabile ma di cui non si riesce a godere appieno per colpa di una difficoltà di ascolto dei singoli brani che, pur essendo mediamente brevi, sembrano interminabili, e soprattutto per una coesione inesistente fra i singoli episodi. Che portano a pensare se non fosse stato meglio per il Nostro pubblicare semplicemente un EP con la band nuova di pacca, prima di buttarsi in pasto ai leoni con un prodotto del genere che forse meritava qualche ritocco in più e una composizione più compiuta. Semplicemente non è possibile dare di più di

(5.3/10)

Scheda: Fog

Pubblicazione: 01 Agosto 2007

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Alessandro Grassi
Alessandro Grassi (Album 2007)

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