Recensione
Heavy International Eternals (The)
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Dub Rock Voti redazione e staff

Eternals (The)

Heavy International

Aesthetics USA

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L’ultimo parto del nostro trio, fresco di uscita, mescola la solita farina dub (Lee Perry nel caso) a influenze talmente ibridatesi nel calderone dell’Eternalsound, da risultare un tutt’uno omogeneo ed inscindibile. Feed The Youth parla, senza incespicare nel mondano, la lingua fiera e profonda del dub leeperriano che fu; Heavy International, sdoppiatasi in uno specchio di due voci recitanti, transita invece nei primi album solisti del vecchio Jah Wobble (Betrayal, Virgin 1980), stemprandone però l’umore farsesco in una calcolata alternanza di cacofonie (la chitarra elettrica d’un canto, le tastiere dall’altro).

Ma sono forse pezzi quali Crime quelli in cui più riluce l’anima ‘ibridatrice’ dei nostri: voci trovate, batteria ipnotica, un basso circolare che pompa la melodia flebilmente nelle vene della composizione, ed un salmodiare che sempre più fa di Damon Locks una sorta di crooner dub nell’epoca del post trip-hop.

L’essenza dell’album rimane, a conti fatti, l’abilità del trio nel dilungarsi in circonvoluzioni post-rock dubbeggianti – fieramente legate alla tradizione dei Seventies quanto a Clash e P.I.L. – che presto si tramutano in brevi jam dove molto accade, in termini di accadimenti sonori (disturbi vari, inserimenti vocali destabilizzanti, continui cambi di tempo e ritmo), anche se poco sembra variare nel clima armonico del brano tutto. L’arte della variazione dub in epoca (post) post-rock si concentra in questi 60 minuti sotto forma di  (s)concerto.

(7.0/10)

Scheda: Eternals (The)

Pubblicazione: 01 Febbraio 2007

File under: Dub Rock

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Massimo Padalino
Massimo Padalino (Album 2007)

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