Recensione
Tio Bitar Dungen
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Indie Voti redazione e staff

Dungen

Tio Bitar

Subversive Records

Per chi è rimasto stregato dalle atmosfere magiche del precedente Ta Det Lugnt, l’uscita di Tio Bitar non potrà che essere un appuntamento segnato in rosso sul calendario da diversi mesi. È un piacere ritrovare le creature del bosco incantato elettrificato che popolano l’immaginario di Gustav Ejstes. Essere trascinati dentro la tana da un Intro strumentale, che è un tripudio di chitarre distorte e fiati, per assistere alla messa in scena di uno spettacolo dal sapore fricchettone ma da prendere tremendamente sul serio.

Gli arrangiamenti, tradizionalmente tutt’altro che castigati, si sono ulteriormente ispessiti, complice una vena prog che allarga il proprio campo d’azionea discapito di quella pop, per la felicità di fiati, tastiere e scampanellii assortiti, dando vita ad un’opera dalle sfaccettature molteplici.

Si ascolti il folk ampolloso di Familj e il suo contrario Mon Amour, un piccolo gioiello che parte garage (Whosixties) e conclude in una jam incendiaria, con chitarra, basso e batteria a fare ciò per cui sono stati concepiti. O ancora il riff di basso elementare ma ottundente di Ett Skäl Att Trias,che spicca in mezzo a quadretti dal tocco jazzy. Un lavoro che è forse più “disco” del precedente ma che alla lunga, nel confronto, finisce per perdere qualcosa in freschezza, anche nel tiro dei singoli pezzi se considerati separatamente. Comunque buonissimo.

(7.0/10)

Scheda: Dungen

Pubblicazione: 01 Aprile 2007

File under: Indie

Gianluca Talia

copertina pdf #91