Recensione
Things To Do Today Disco Drive
Cover image
Funk Punk Voti redazione e staff

Disco Drive

Things To Do Today

Unhip Records

Bookmark and Share Gallery

Grow Up!, dicono subito i Disco Drive, mentre in sottofondo la musica si fa ipnotica, lenta, dissonante. E per un attimo sembra realizzarsi la profezia che la band di What’s Wrong With You, People andava ripetendo in giro da un po’ di tempo a questa parte. “Il nuovo disco – ammonivano – sarà completamente diverso rispetto a quello che eravate abituati a sentire da noi”. Ma è una sensazione che accompagna l’ascolto solo per qualche minuto. La successiva The Flower Stall infatti riporta la questione in ambiti più realistici e sobri. I Disco Drive sono tornati. E sono sempre loro. Niente pericolose inversioni a U. Niente derapate hip hop. Niente cambiamenti epocali. Piuttosto, Things To Do Today è la naturale evoluzione del discorso iniziato un paio d’anni fa col CD d’esordio. Un’attitudine punk-funk che tende a contaminarsi e ad allungare il proprio raggio d’azione.

Evoluzione, quindi. Che porta stavolta il trio Unhip – con Matteo Lavagna che prende il posto di Andrea Pomini al basso – a lasciare a casa il poster dei Fugazi, a subire le fascinazioni lisergiche dei primi Liars e ovviamente a tenere nel portafoglio – manco fosse una reliquia – una fototessera autografata di LCD Soundsystem. Si continua a ballare, dunque, battendo le mani e dicendo – ça va sans dire – yeah. Gonna Love This è la Stayin’ Alive dell’indie rock. It’s A Long Way To The Top è allo stesso tempo una festa caciarona, un inno d’amore eterno al quattro quarti e uno scioglilingua pop. E la canzone che dà il titolo al disco è un pezzo che se lo sentissero quelli di Pitchfork lo innalzerebbero a brano dell’anno, con buona pace delle band angloamericane che credono di saper suonare la grancassa e il charleston meglio di tutti gli altri.

Se da una parte allora si assiste al perfezionamento di una formula che aveva fatto gridare al miracolo alla sua prima apparizione, dall’altra si nota come il gruppo abbia inserito il freno a mano per gettare un ponte verso la sperimentazione. Find Me Animal sembra provenire dal periodo psichedelico dei Beatles. Cholsey è in bilico tra pop e dub, prima di deragliare nelle distorsioni assordanti del finale. Finger and Nails è come sentire i Clash rallentati di London Calling in versione electro, ipotesi di una prossima evoluzione dei Disco Drive. Che confermano a questo giro di essere una band dalle buone potenzialità, pienamente espresse peraltro dal proprio repertorio. Anche se li preferivamo quando ci permettevano talvolta di sfogare i nostri istinti con qualche sacrosanto, violento pogo sotto il palco. Ma non si può avere tutto dalla vita.

(6.8/10)

Scheda: Disco Drive

Pubblicazione: 01 Settembre 2007

File under: Funk Punk

| Archivio
Manfredi Lamartina
Manfredi Lamartina (Album 2007)

copertina pdf #91