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Deadverse Massive, Vol. 1: Dälek Rarities 1999-2006 Dälek
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Deadverse Massive, Vol. 1: Dälek Rarities 1999-2006

Hydra Head

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Newark (New Jersey) è una delle città più violente e pericolose degli USA: soltanto nel 2006 nelle sue strade si sono consumati 105 omicidi ed anche quest'anno le cose non girano diversamente. Non è banale affermare quindi che da un decennio a questa parte MC Dalek ed il producer Oktopus interpretano da un punto d'osservazione “privilegiato” il clima sociale lacerante che si respira nella nazione. E la loro musica, in questo momento storico, ne costituisce una delle più ispirate ed appropriate colonne sonore.
I Dalek sono una formazione unica, la cui poetica non può essere ascritta all'una o all'altra parte. Una band scomoda. Un duo di neri politicizzato e incazzato. Con il cuore nell'hip hop e nel blues e la testa nell'industrial e nel noise. Il tutto filtrato da una lente progressiva a dir poco raffinata. Perennemente aperti a collaborazioni con una miriade di artisti di estrazione avant, indie, electro - dai Velma ai Lapse, da Techno Animal agli Zu, da Kid 606 agli Enon – e con un debole per la vecchia Europa bianca: vale la pena ricordare che hanno all'attivo addirittura un full lenght insieme ai Faust. In Deadverse Massive Vol. 1 ritroviamo rarità provenienti dal periodo successivo all’album d'esordio del 1998, Negro, Necro, Nekros. Usciva per la Gern Blandsten nel medesimo periodo in cui la stessa pubblicava Sultans of Sentiment dei Van Pelt. Col senno di poi questo particolare non può non apparire precursore dei tempi. Non a caso nel 2000 fu la Matador a far uscire il 12'' split insieme a Techno Animal da cui proviene il remix di Megaton, proprio il pezzo che apre questa raccolta: una suite morriconiana notturna e malinconica su un incedere di beats possenti. Una sorta di trip hop pesante, quasi una versione hardcore dei Portishead. Vague Recollection, dallo split con Kid 606 su Tigerbeat 6, è un pezzo delicato ed atmosferico come certi frammenti dei cLOUDDEAD di quel periodo. Sublime. I due pezzi tratti dallo split con i Velma, la progressione di Desolate Peasants ed il remix di Rouge, sono infatti tra i momenti più alti inclusi in una raccolta che riserva ancora innumerevoli sorprese: dal remix della deliziosa In This City degli Enon all’inedito strumentale Music For ASM, un pezzo ambient noir e avveniristico che sarebbe un delitto non utilizzare in ambito cinematografico, magari per sottolineare uno dei trip visionari paranoici di Philip K. Dick. A chiudere i brani del recente e raro mini album Streets All Amped su Ad Noiseam.

In definitiva questo è un disco per tutti: sia per chi conosce bene gli album dei Dalek ma non la loro produzione meno visibile sia per chi deve ancora accostarsi a questa band essenziale.

(7.8/10)

Scheda: Dälek

Pubblicazione: 01 Luglio 2007

File under: Hip Hop

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Alarico Mantovani

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