Recensione
Little Waves Crescent
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Post goth Voti redazione e staff

Crescent

Little Waves

Fat Cat

Ecco ripresentarsi i Crescent dopo ben quattro anni dal loro ultimo album By The Roads And The Fields, il primo targato Fat Cat dopo diversi dischi pubblicati prima dalla Planet Records e poi dalla Domino. La band di Bristol capitanata da Matt Jones (già all’opera con i Movietone) è riuscita infatti a trasformarsi notevolmente in questi dieci anni di attività, passando dalle derive post-rock degli inizi a questo scarno folk al rallentatore rappresentato in Little Waves.

Infatti l’album ha abbandonato quelle pur sempre timide pretese sperimentali che caratterizzavano i lavori precedenti, immergendosi completamente in un lago acustico, la cui piatta superficie viene fatta vibrare raramente da un cantato sommesso e involuto. Le dieci tracce si basano tutte su un cupo folk dal sapore antico, dove è il suono grumoso della chitarra acustica a dettare il tempo, sporcato qua e là da rumori di fondo. L’atmosfera è dilatata oltremodo e tra le sue pieghe si affacciano malinconicamente i fantasmi sia di Drake che di Eitzel.

Solo alcuni episodi, Nearly Ready e Before, hanno il pregio di far filtrare raggi di sole che illuminano obliquamente quello specchio d’acqua riscaldandolo fievolmente. Ma è tutto qui. Il resto rimane pacificamente nella penombra, nella cupa quiete di questo lago sperduto. A volte, come avviene nella drammatica Drift, sono addirittura i Joy Division, spogliati di ogni elettrica armatura, a essere ricordati. E ciò la dice lunga sul moto arrendevole con il quale queste piccole onde si sviluppano fino a riva. Ma state pur certi che seppur impercettibili il loro infrangersi è rilassante e distensivo proprio come la title-track e Cup sembrano essere.

(6.2/10)

Scheda: Crescent

Pubblicazione: 01 Luglio 2007

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Andrea Provinciali
Andrea Provinciali (Album 2007)

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