Se parliamo di musica canadese non si può prescindere dal citare Jason Collett, una delle figure cardine della scena nordamericana. Non a caso il suo è uno dei tanti nomi illustri che ruotano intorno all’orchestra indie rock dei Broken Social Scene. Idols Of Exile è la sua nuova prova solista, che riconferma ancora una volta la vena canzoniera del suo repertorio più intimo e personale.
E sin dalle prime note di Fire – praticamente un ipotetico lato b di You Forgot It In People – Collett mette subito in chiaro le cose: siamo dalle parti di un pop raffinato negli arrangiamenti come un pezzo indie ed orecchiabile come la migliore musica radiofonica. Spazio quindi ad accordi pieni di chitarra acustica, ad inserti di strumenti a fiato, a ritornelli da cantare a mezza voce in automobile o sotto la doccia. Dalla malinconia studiata a tavolino di We Are Lose One Another – il cui incipit ricorda da vicino Disarm degli Smashing Pumpkins – all’euforia in stile Cure di I’ll Bring The Sun, dall’atmosferica Tinsel And Sawdust agli accenni spensierati di chitarra e basso di Pavement Puddle Stars, è tutto un susseguirsi di canzoni da ascoltare a cuor leggero e con lo sguardo disteso.
Non è certo il disco più significativo tra quelli che portano la firma di Collett, ma è pur sempre un lavoro che mostra vitalità e buon gusto. Dispiace solo che difficilmente potrà trovare il giusto riconoscimento popolare al di là dell’angusto giardinetto dell’indie rock.
(6.5/10)
Scheda: Jason Collett
Pubblicazione: 01 Giugno 2005
File under: Folk Pop
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