Meno male che alla fine arriva la musica a mettere le cose a posto. Tante, troppe, le parole spese per questa band, tra bloggers e indie kids da una parte ed immancabili detrattori e scettici dall’altra. Pitchfork, il p2p, il passaparola su web, i canali di diffusione alternativi alla discografia, il (nuovo) corso della (new) new wave, l’emul rock che va oltre l’emul stesso, il segno dei tempi che cambiano…eccetera, eccetera - la storia la conoscete bene. Abbastanza per fare dei CYHSY a) i salvatori del mondo indie; b) l’ultima delle bufale underground. Dipende da che parte state.
Some Loud Thunder, grazie al cielo, va oltre tutto ciò. Quanto poteva esserci di buono nell’esordio, lì dissimulato dall’inevitabile rimpallo dei rimandi (Talking Heads über alles) e dalla sempre benedetta orecchiabilità, qui emerge prepotente e senza compromessi; questo perché la visione dei cinque si fa centrata, chiara e nitida, l’attenzione si focalizza sull’umore d’insieme più che sui particolari immediati. Così, piuttosto che inseguire ancora appeal e catchyness dell’indie rock (con la sola eccezione di Satan Said Dance, che più che cavalcare il revival p-funk ne è una semi-parodia), si preferisce virare con decisione verso un folk-pop gustosamente rétro, visionario e stralunato, elementare nella struttura ma ricercato nelle trame.
Certo, l’ugola di Alec Ounsworth evoca il solito David Byrne giovane, acerbo e tremulo, ma è solo il tassello di un mosaico che stavolta comprende anche i primi Pink Floyd (Love Song No.7), il beat primigenio di marca Stones (Underwater You & Me, la title track), accanto al sempiterno slack dei Pavement (Yankee Go Home, l’acustica Arm and Hammer) e gli ovvi Velvets, mischiati col dream pop (la solenne chiusura di Five Easy Pieces).
Non un frullatone come i maligni staranno già pensando, ma una tracklist che trova nella coesione il suo punto di forza, in cui ogni scelta stilistica ha il suo peso e ogni ingranaggio si incastra perfettamente nell’altro. Una specie di miracolo, insomma. O più semplicemente, un gran bel disco rock targato 2007. Non ci credevate più, eh?
(7.3/10)
Scheda: Clap Your Hands Say Yeah
Pubblicazione: 01 Gennaio 2007
File under: Pop
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