Recensione
Lookaftering Vashti Bunyan
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Folk Voti redazione e staff

Vashti Bunyan

Lookaftering

Fat Cat

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Prima chiamata da Glenn Johnson a fare una comparsata in Writers Without Homes dei Piano Magic, poi citata sempre più spesso dal giro di Devendra Banhart, infine approdata a dividersi con gli Animal Collective per un ep. Il miracolo di Vashti Bunyan sembra ripetersi e ora stiamo qui a discutere di un secondo disco in cui nessuno, lei per prima, avrebbe mai creduto. Lookaftering è lavoro di personalissima fattura, che riproduce in maniera inalterata le gentili e soavi fattezze british dell'esordio. Sembra passato un attimo dalle session degli anni '70. Il tempo si azzera; 35 anni sono un battito di ciglia quando le prime note di Lately aprono in punta di voce il sipario.

Un aggiornamento ai tempi viene tradito solo dalla ciurma dei collaboratori. Se sull'esordio pesavano i contribuiti del rinomato produttore Joe Boyd, di Robin Williamson (Incredible String Band) e Dave Swarbrick e Simon Nicol (Fairport Convention), Lookaftering è animato da una pletora di voci nuove; giovani leoni del settore come l'innamorato Devendra Banhart e l'erede Joanna Newsom, la cui inconfondibile arpa ammanta di mestizia la già malinconica Here Before. Altre comparse di rilievo sono quelle di Adem, Adam Pierce, Robert Kirby e Otto Hauser degli Espers. Ma il contributo maggiore arriva in sede di produzione, dove siede Max Richter, un raffinato alchimista dei suoni, autore di due pregevoli lavori su FatCat.

Un plauso al buon gusto e alla misura degli arrangiamenti. A tratti sopraggiungono folate di archi e frasi veloci di piano. Richter, come un pittore impressionista, colora rapidamente le forme. A queste ultime ci pensa la Bunyan. Nostalgica e tenerissima in brani intimi come parole sussurrate ad un orecchio. L'accoppiata Against The Sky e Turning Backs si segnala per la partitura più malinconica. If I Were ha un pensieroso carillion di harmonium, mentre Same But Different è il brano più onirico. Una ballata in punta di piedi per fate buone.

Pochi dischi come questo sono così pieni di empatia e umana tenerezza. Pura e semplice arte folk. Artigianato fatto con le mani e riscaldato con il cuore. Musica fuori dal tempo perché piena di qualità primigenie, che non si appoggiano ad una scena o ad una moda. Lookaftering è ricolmo di una personalità inconfondibile e a suo modo impenetrabile.

(7.8/10)

Scheda: Vashti Bunyan

Pubblicazione: 01 Settembre 2005

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