Se una band brit arriva alla fatidica tappa del sophomore record - il secondo disco, per dirla come loro - con un milione di copie sul groppone, possono succedere due cose. O diventa i Coldplay, o fa la fine di un Killers qualsiasi (che poi sono americani, ma vabbè). La trama poi si infittisce nel momento in cui la suddetta band - e qua entra in gioco il fattore Rapture – decide di mettersi nelle mani di un produttore diverso da quello che ne aveva decretato e garantito il successo. Non un dettaglio da poco, visto che si parla di una realtà nata come sensazione da indie dancefloor, battezzata dal miglior producer in quel campo - Paul Epworth - che per di più si è trovata a bissare l’hype con l’album del successo integralmente remixato ad uso e consumo delle piste da ballo.
In ogni caso, che i Bloc Party si siano rivolti a Jacknife Lee per dare un seguito a Silent Alarm ha indubbiamente il suo peso, ma fino a un certo punto. Perché se A Weekend In The City è un bel pasticcio, il merito non può essere solo dell’uomo dietro il suono degli ultimi U2 e Snow Patrol.
Accanto alla produzione ipertrofica ed elefantiaca di brani come l’iniziale Song For Clay, Uniform, o Where Is Home?, c’è il chiaro intento di apparire più complessi nella scrittura, a scapito di una freschezza che risulta persa in continui cambi di umore e stratificazioni di suoni ed effetti (synth vocoder, riffoni possenti e cori che manco i Muse in fregola proggy). Non è infatti ben chiaro che cosa Kele e i suoi vogliano essere: a costo di sembrare, per forza di cose, più adulti, non riescono a produrre né potenziali hit ballabili (non lo è certo il primo singolo The Prayer, tantomeno la frenesia disco-punk agli steroidi di Hunting For Witches) né canzoni ben confezionate, anche se episodi in sé gustosi come On, I Still Remember, Sunday e la finale SXRT (una bella melodia gonfia d’epos cinematico Flaming Lips) vanno tanto verso l’indie pop quanto verso l’emotività di Bono e affini, ma si perdono nel magma di un’identità confusa. C’era da aspettarselo? Il sistema funziona davvero in modo così prevedibile?
In ogni caso, la gloria del NME è garantita (vedi, appunto, il caso dei succitati Killers): lì non sei mai veramente un perdente, a meno che non sparisci del tutto dalla circolazione. Amen.
(4.8/10)
Scheda: Bloc Party
Pubblicazione: 01 Febbraio 2007
File under: Pop
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