Recensione
The Short Night BJ Nilsen
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ambient Voti redazione e staff

BJ Nilsen

The Short Night

Touch Music UK

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Se tutto l’album di Bj Nilsen – il secondo, abbandonato il moniker Hazard, a suo nome su Touch - si esaurisse nella prevedibile sintassi ambient di Front e Finisterre,potremmo facilmente liquidarlo come un lavoro scolastico di field recordings tutto giocato sulla saturazione tonale e l’impatto scenico complessivo.

Un compitino svolto alla perfezione, ma assai irretito in stereotipi di genere, svolto da chi, con registrazioni d’ambiente, volumi e riverberi ci lavora ai massimi livelli ormai da anni.

Poi con Pole Of Inaccessibility le cose iniziano a cambiare: se le frequenze dei bassi iniziano a scavare il terreno, in superficie i detriti - la risultante di uno scavo profondo - sono scorie di rumore di derivazione industriale. Il paesaggio esplorato inizia a farsi meno ospitale, i suoni meno pacificati: l’ambient a cui si guarda non è più quella di un Brian Eno ma, semmai, quello generato decenni fa dalle spore più malate dell’industrial storico.

Black Light è la ricerca ossessiva – a tratti percussiva: e viene davvero da pensare agli :zoviet*france: – di un crescendo al cui culmine sta un fascio di frequenze di puro rumore, la stasi in divenire di un mood oscuro e depresso che mal si concilia con il pacificato eden artificialericercato dai brani di pura accademica ambient.   In questo senso, un brano come il conclusivo Viking North, pur essendo un esperimento di soundscape dei più classici, è sorretto da un’inquietudine di fondo – che ha la forma di rumore indistinto sottotraccia – che è ancora e sempre (e sempre dev’essere) - il pungolo della ricerca, anche in un ambito ormai altamente formalizzato come la musica d’ambiente.

(6.8/10)

Scheda: BJ Nilsen

Pubblicazione: 01 Ottobre 2007

File under: ambient

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Vincenzo Santarcangelo
Vincenzo Santarcangelo (Album 2007)

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