Recensione
Spirit Transform Me Oren Ambarchi, Z’ev
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dark ambient Voti redazione e staff

Oren Ambarchi, Z’ev

Spirit Transform Me

Tzadik

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Nemmeno la ricerca sul sacro, nel 2008, sembra poter fare a meno del supporto delle tecnologie. Per la realizzazione di questo album Oren Ambarchi ha registrato un’ingente quantità di materiale sonoro inviato in seguito via file sharing al santone Z’ev, bloccato a Londra dai postumi di un’operazione per ernia. Mr. Stefan Joel Weisser, si sa, si interroga sin dagli esordi sull’origine del suono, sulla nascita e la differenziazione dei diversi linguaggi, sul significato dell’alfabeto ebraico. E’ attento cabalista e mistico sincero: non stupisce allora che Spirit Transfor Me emani in ugual misura la spiritualità dell’iniziato e la serietà dell’approccio filologico al testo sacro.

Alef è il caos primigenio da cui tutto origina: in musica, pura claustrofobia metallica Z’eve nebulosa dark-ambient Ambarchi. Bet lo slancio vitale delle prime creature che prendono forma: le percussioni dell’americano simulano la duplicazione per meiosi di cellule scarsamente differenziate, la folata di drone noisy generato dalla chitarra dell’australiano il soffio divino che anima i corpi. Lo spirito che informa e che trasforma, come già anticipato dal titolo dell’album. Gimel il ciclico ritorno al nulla originario, stasi sonora cercata ed ottenuta con campane tubolari, piatti e profondo continuo mugugnare di frequenze sottotraccia. Un disco più Z’ev, che Ambarchi, ma risulta ormai chiaro come anche il giovane chitarrista australiano sembra operare quasi posseduto da una misteriosa ed inquieta forza divina. D’altronde come riuscirebbe altrimenti a portare a termine, in media, quasi due lavori all’anno?

(6.8/10)

Pubblicazione: 27 Aprile 2008

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Vincenzo Santarcangelo
Vincenzo Santarcangelo (Album 2008)

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