Recensione
Astronomy For Dogs Aliens (The)
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Indie Rock Voti redazione e staff

Aliens (The)

Astronomy For Dogs

EMI

Questo non è il nuovo disco della Beta Band, ma in un certo senso potrebbe esserlo. Non solo perché ritroviamo gli orfani John Maclean e Robin Jones, le cui tracce avevamo perso subito dopo il naufragio di tre anni fa (mentre dell’ex leader Steve Mason, a.k.a. King Biscuit Time, le tracce si sono perse davvero… ma questa è un’altra storia). Assieme ai due c’è Gordon Anderson, l’originario songwriter della band di Fife, che mollò tutto ai tempi del primo singolo Dry The Rain (che pure aveva composto). Il Syd Barrett della situazione, e non solo per la sua fissazione con i pianeti e gli extraterrestri: la leggenda vuole che, mentre i colleghi sfornavano dischi a tutto spiano, abbia frequentato volontariamente un istituto mentale, per circa una decina d’anni. La cosa non gli ha comunque impedito di realizzare alcuni dischetti a nome Lone Pidgeon con l’aiuto del fratello Kenny, che altri non è che quel King Creosote, figura di culto dell’indie made in Scotland e deus ex machina della Fence Records.

Altrimenti detto, gli Aliens sono la Beta Band come avrebbe potuto essere. Un’ipotesi supportata dalle affinità fra l’incipit di Rox e il canovaccio di Dry The Rain, oltre che dall’armamentario eccentrico di trovate sonore provvisto da MacLean e Jones, nel consueto impasto sonoro psych di synth, moog, effetti da videogame, coretti assortiti e improvvisi cambi d’atmosfera; il risultato migliore in questa direzione è probabilmente il funk-disco futurista di Robot Man.

Ma in realtà, la musica è cambiata più di quanto non sembri. Merito di Anderson, la cui materia favorita è senza dubbio la psichedelia sixties in ogni sua possibile espressione (dalla West Coast a Londra e Cambridge, con una sbirciatina ai primi ’70), che però non viene stravolta e digerita con fare sovversivo ma ossequiata in un blob ultra-citazionista, che va da All Along The Watchtower in chiave Clapton / Traffic (Setting Sun) al Sgt. Pepper (I Am The Unknown), dal vaudeville di Rick Wright a Smiley Smile (Glover), da John Cale virato Procol Harum (She Don't Love Me No More, Honest Again) al surf Beach Boys / Chuck Berry (The Happy Song), dai Mamas & Papas (Tomorrow) a CSNY (Caravan). Poco male se la freakerie di un tempo è più arredo che reale attitudine; accanto all’ultimo capitolo dei Bees, Astronomy For Dogs è un meraviglioso disco di vintage pop.

(7.0/10)

Scheda: Aliens (The)

Pubblicazione: 01 Marzo 2007

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Antonio Puglia
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