Recensione
Self Titled Benni Hemm Hemm
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Indie pop Voti redazione e staff

Benni Hemm Hemm

Self Titled

Morr Music

Tanto per rendere l’idea, è come se i Broken Social Scene di Pacific Theme rileggessero le intuizioni melodiche di Sufjan Stevens. Con la particolarità di non poco conto della lingua utilizzata nelle canzoni: accanto all’onnipresente inglese, infatti, i Nostri non disdegnano l’uso della loro lingua natale, il cui astruso sillabare continua a suonare etnico e imperscrutabile al provincialismo delle orecchie italiane, nonostante lo sdoganamento operato in questi anni da Sigur Ros e Bjork.

E questa raccolta di brani è ben organizzata. Facile lasciarsi andare alle coinvolgenti parate rock di Sumarnótt e Til Eru Fræ, che sarebbero state perfette nella colonna sonora di “Kill Bill vol.2”, così come divertono gli arrangiamenti movimentati dell’iniziale Beginning End, un tripudio di chitarre acustiche, batterie energiche e trombe squillanti. Forse dopo qualche ascolto il gioco comincia un po’ a mostrare la corda, ma tutto sommato la struttura regge e le canzoni sono piacevoli così come sono

(6.5/10)

Scheda: Benni Hemm Hemm

Pubblicazione: 01 Gennaio 2006

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Manfredi Lamartina
Manfredi Lamartina (Album 2006)

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