Recensione
? / The Hologram Mark Pritchard
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electronica bbreakz Voti redazione e staff

Mark Pritchard

? / The Hologram

Ho Hum

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Dopo il disco che ha segnato la prima parte di questo 09 a nome Harmonic 313 (When Machines Exceed Human Intelligence) Pritchard torna con un singolone (+ B-side d'obbligo) che rimastica in nuove salse la broda breakbeat. E si fionda di brutto nell'elettronica tout court. In quella meditazione che solo i grandi in due tracce sanno di poter comunicare.
Due pezzi. Il primo è intitolato appunto Question Mark. E getta appunto una domanda su quello che sarà il futuro. Sei minuti di ambientronica che non te la ricordavi. Pochi suoni e molte sensazioni. Un crescendo che guarda alla space e che per poco non ci si perde, quasi ci cade in quel buco nero. Un pad di synth perfetto, una cosa che ti lascia lì, in attesa di quello che non sai. Due accordi. Minimalismo e classe. Niente di più. Giri il lato del disco virtuale e ti ritrovi di nuovo nel mondo break con un riff che è un distillato di Portishead nuova maniera e di Bass: Hologram è la pulsazione che ti toglie il fiato e che ti fa capire come i 90 siano ancora tutti qua, con quella darkness che per l'attitudine starebbe bene in qualche compilation grime. Ma che invece il nostro tiene stretta a sè e fa coolness. Due tracce. Un segnale. Il futuro è ancora nelle tue mani. Go on Mark.

(7.5/10)

Scheda: Mark Pritchard

Pubblicazione: 10 Maggio 2009

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2009)

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