Recensione
Calamity Curtains (The)
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Avant Pop Voti redazione e staff

Curtains (The)

Calamity

Asthmatic Kitty Records

Si scrive pop e si legge avant, si scrive Chris Cohen e si legge Deerhoof. Fuori dal corpo l’anima diventa visibile con più facilità. Per rendersi conto che Cohen rappresenta la parte più creativamente “pop” dell’attuale sound della band di San Francisco basta ascoltare i Curtains. Arrivato al quinto album in studio, questo progetto vive ormai di vita propria, ma essendo praticamente un one-man project, risente inevitabilmente dell’importante e influente attività parallela del suo creatore. Chris suona tutti gli strumenti, anche se qua e là si fa aiutare da qualche guest di turno tra cui Nedelle Torrisi (entrata da poco ma a tempo pieno nella band), la tastierista Annie Lewandowski e John Ringhofer aka Half-Handed Cloud, collaboratore di Sufjan Stevens. E’infatti proprio l’etichetta di quest’ultimo, la Asthmatic Kitty, ad ospitare Calamity, un lavoro fresco, interessante e intelligente, che ben si sposa con l’idea di pop avanguardista e dalle mille sfaccettature dell’autore di The Avalanche

Tredici episodi tanto brevi quanto intensi, brani immediati quanto lontanissimi dalla logica mordi-e-fuggi, “leggeri” nella loro complessità. I Deerhoof, si diceva. Impossibile non cogliere in questo disco le coordinate stilistiche della band di Greg Saunier e compagni: ironia fanciullesca, melodiette gongolanti (Word’s Most Dangerous Woman), siparietti post-garage cui manca solo la voce di Satomi Matsuzaki (Green Water, Tornado Traveler’s Fear, Fell On A Rock And Broke It) per essere considerati a tutti gli effetti out-tracks di The Runners Four. Nonostante ciò è difficile definire Calamity un disco pop tout cour, perché non lo è. La psichedelia seventies della Title Track, la zappiana Invisibile Strings, l’orchestra sghemba e psicotropa della conclusiva Spinning Top con le sue reminiscenze di beatlesiana memoria, rifuggono totalmente la logica del mainstream e dell’easy listening senza risultare “pesanti”, anzi riuscendo ad appiccicarsi addosso come le canzoncine, senza esserlo per nulla. Cohen ha fatto centro di nuovo, non c’è che dire. La sua musica funziona meglio di un orologio riuscendo al contempo a prendersi tutte le libertà che vuole. Pop e anti-pop. Geniale.

(7.8/10)

Scheda: Curtains (The)

Pubblicazione: 01 Ottobre 2006

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2006)

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