Aidan Baker torna in veste solista, senza Nadja nè Arc, per aggiungere un nuovo titolo al suo sterminato catalogo. Una chitarra, dei tape loop e drum machine. Tre lunghissime tracce per altrettanti mantra sonori. Il lavoro si apre con la title-track costruita con un arpeggio solenne dal loop reiterato. Nell’eco contiguo si stende un drone iridescente; la chitarra lo segue e si accompagnano sino alla fine. When Sailors Die esibisce un drumming minuto, qualcosa di molto simile ai Talk Talk immaginifici di fine ’90. Sembra musica del quarto mondo, quello “possibile” supposto anni addietro da un vecchio allievo di Pandit Pran Nath… Davey Jones' Cocker è più articolata, molto musicale. Il tono è opprimente e pastoso. Un suono echeggiante un flauto si incunea nel gioco di nastri. Si levano riverberi epici e la cadenza, satura di riflessi shoegazer, si lega ai Nadja nel segno dei Black Sabbath. Se Jon Hassell oggi avesse trent’anni suonerebbe cosi.
(7.0/10)
Scheda: Aidan Baker
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