Ennesimo trio nato dalle mescolanze incestuose della scena italiana, Fuzz Orchestra riunisce sotto la encomiabile denominazione due Bron Y Aur (Luca Ciffo alla chitarra e Fabio Ferrario all’effettistica analogica) e Marco Mazzoldi (Collettivo A6) alla batteria.
In una troppo breve mezz’ora i tre esplodono con un noise rock che, muovendosi da una matrice improvvisativa, raggiunge lidi classicamente rock, mantenendo sempre la capacità di controllo sulle strutture. Peculiarità del trio strumentale è l’ottimo uso di voci campionate e cut-up vocali che rimandano a momenti fondamentali della storia troppo spesso dimenticata del nostro paese: si alternano così voci del fascismo, della resistenza e della liberazione che connotano l’album di forti significati socio-politici. L’iniziale Il Potere è esemplare in questo senso: un mid-tempo teso ed incessante in cui gli inserti vocali d’epoca catturano l’attenzione dell’ascoltatore come provenissero da un cantante in carne ed ossa.
Il resto non è da meno e mette in bella evidenza il background del trio: furiosi crescendo strumentali (una Omissis che si muove su timbriche à la Caspar Brotzmann Massaker) e personali rivisitazioni morriconiane (La Bestia), scariche rabbiose che scivolano in introspezioni d’avanguardia (le contorsioni di Noscosmic e lo sbuffo impro-rock di Lili Marlene), una costante tensione repressa sempre lì lì per esplodere (Transport) che vede finalmente la luce nel noise-rock con voce megafonata in Eclisse Fuzz. Un ottimo esordio che speriamo non si eclissi nel silenzio generale.
(7.0/10)
Scheda: Fuzz Orchestra
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