Passi il richiamo a Fela Kuti e Sly Stone ma che la Akron Family si facesse contagiare da Paul Simon quello no, non ce l’aspettavamo. Come avranno fatto dall’afro a risalire il fiume fino ai Vampire Weekend? Semplificandoci la vita possiamo dirvi che passando dalla serietà Young God alla Dead Oceans la band s’è presa una vacanza. E vacanza significa trip dalle loro parti. Viaggi che la band non s’è mai fatta mancare e sempre nel più hippy dei modi.
Il recinto era quello non è vero? L'amore sviscerato per il periodo aureo del rock li aveva uniti e chiusi. E' vero, avevano risposto free su questo punto ma senza uscirne completamente spogli. Così, la mossa etno via rockista è perfetta (Evereyone is Guilty), specie se condita di qualche scappatella wave (Cratures) o meglio caraibica (River). Sperimentano i nostri. Come al solito eppure il titolo del disco non deve confondere. Mettere in libertà non significa espettorare ancora una volta il primo e inarrivabile amore come dei Black Mountain al ventesimo disco.
Uscire da tutto ciò vuol dire gioco. Sole. Reinvenzione e Casa che ritrovi puntualmente in They Will Appear e, chiaro, il contrario di essa lo spazio aperto (i King Crimson indisciplinatamente vostri di MBF). Sempre uno e cento dischi dentro a un disco dei loro. Impossibile non elogiarli ancora una volta. Bestemmia chi cataloga (Per chi fa il pre-order sul sito della label, c'è la copia digitale in download).
(7.1/10)
Scheda: Akron / Family
Pubblicazione: 10 Maggio 2009
File under: Alt Folk
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